Nella serata di ieri gli uomini della Guardia di Finanza hanno posto in stato di arresto un ufficiale della Marina – il capitano di vascello Giovanni Di Guardo, di stanza nella base di Maricommi a Taranto – per un caso di tangenti.

Il militare è stato trovato in flagranza di reato insieme all’imprenditore Vincenzo Pastore, già sindaco di Roccaforzata e a capo della cooperativa Teoma che impegnata nell’ambito delle pulizie.

A quanto sembra il comandante della base di Maricommi sarebbe stato corrotto grazie a una tangente da 2500 euro, in un affare che riguarda gli appalti per la gestione delle forniture presso la Marina di Taranto, alla quale Di Guardo era deputato. Entrambi i sospettati sono stati fermati e trasferiti in carcere, su disposizione del sostituto procuratore Maurizio Carbone.

L’operazione è arrivata dopo una serie di indagini che hanno portato ad appostamenti e pedinamenti atti a scoperchiare l’opera di corruzione che circondava un appalto da 11 milioni di euro relativo al servizio di pulizie.

La Marina militare ha pubblicato una nota nella quale si annuncia la sospensione precauzionale dell’ufficiale, in attesa che le indagini abbiano termine. Inoltre viene confermato l’incremento interno delle “attività ispettive e di controllo finalizzate a prevenire e contrastare il fenomeno della corruzione per garantire la massima trasparenza e a salvaguardia del personale che presta quotidianamente servizio con spirito di sacrificio e senso dello Stato, compiendo il proprio dovere anche a rischio della vita“.

Già in passato la base di Maricommi era stato teatro di scandali simili. A marzo venne scoperto un giro di tangenti che, con la promessa di serie ripercussioni in caso di mancato pagamento, venivano estorte agli imprenditori, i quali dovevano versare la quota del dieci per cento sull’importo degli appalti per le forniture di carburanti o servizi.