Nel titolo per brevità ho citato solo le tariffe più conosciute – quelle su acqua e rifiuti -, ma l’aumento riguarda tutte le tariffe pubbliche. Secondo l’Osservatorio Indis Unioncamere sono aumentate del 7,5% negli ultimi due anni.

Ovviamente questo valore medio nasconde differenze rilevanti: le tariffe pubbliche locali sono cresciute del 9,5%, e poi ci sono i rifiuti solidi urbani (+18,2%), l’acqua (12,7%), le tariffe postali (+10,1%).

Da rilevare anche l’aumento delle tariffe della sanità (+6,7%) e del trasporto ferroviario regionale (+6,8%). Lo stesso Osservatorio ha rilevato un tiepido risveglio dei consumi delle famiglie, per come si profila la fine dell’anno (+0,3%).

Ancora una volta il valore medio nasconde differenze notevoli: una crescita del 2,9% negli acquisti dei beni durevoli, mentre il segno più è molto più contenuto per altri settori come quello dei servizi (+0,5%) e dei consumi alimentari (+0,4%).

Attenzione però alle insidie rappresentate dai rischi di forte aumento per voci del bilancio come olio di oliva e pasta. Da non dimenticare poi che il mancato rispetto dei saldi di bilancio del 2015 attiverebbe nel 2016 la clausola di salvaguardia, e quindi un incremento dell’Iva che avrebbe pesanti effetti recessivi.

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