Mentre David Cameron continua a contrattare con i vari leader le condizioni politiche ed economiche indispensabili per far rimanere il Regno Unito all’interno dell’Unione Europea si affaccia all’orizzonte la possibilità tutta britannica di una tassa sui lavoratori stranieri.

Durante il discorso settimanale in Parlamento il neoeletto premier ha annunciato che il governo sta esaminando alcune possibilità per ridurre l’immigrazione lavorativa extra UE, una questione su cui in Gran Bretagna si sente una certa pressione (l’anno scorso sono stati 318mila i lavoratori stranieri, la cifra più alta dal 2005).

Avendo poco margine di manovra per quanto riguarda i lavoratori europei – Cameron è infatti vincolato alle normative dell’UE – il Primo Ministro britannico si sta concentrando prevalentemente su alcune normative concernenti gli extra-comunitari. Cameron si è scagliato sopratutto contro le aziende, affermando che “in passato è stato francamente troppo semplice per alcune società far venire lavoratori dall’estero piuttosto che prendere la decisione a lungo termine di addestrare la nostra forza lavoro qua in patria.

Il ministero degli Interni ha dunque chiesto a un comitato specializzato in materia uno studio sulle misure da prendere per ridurre l’impiego di lavoratori stranieri extra-comunitari. Alcune tra questi riguardano la concessione del visto di lavoro solo ai lavoratori specializzati o di settori in cui l’impiego è scarso, e in merito a queste aree verrà considerato un periodo di tempo massimo.

Di carattere strettamente monetario sono invece le tasse sui lavoratori stranieri che dovrebbero essere imposte alle aziende che ne fanno uso, da utilizzare per finanziare apprendistati e tirocini. Inoltre ci sarebbe anche l’ipotesi di un innalzamento del salario minimo per i lavoratori stranieri specializzati, in modo da rendere più conveniente l’assunzione di personale britannico.

Al momento coloro che chiedono un visto di lavoro devono dimostrare di aver ricevuto un’offerta di lavoro dallo stipendio maggiore alle 20mila sterline l’anno e devono possedere risparmi pari ad almeno mille sterline.