Milano. Un tassista abusava della figlia da quando lei aveva 8 anni e fino a un mese fa – quando la ragazza ne aveva venti. Per questo l’uomo è stato arrestato dalla polizia del commissariato di Porta Genova con l’accusa di violenza sessuale aggravata e di induzione alla prostituzione. L’indagine – di cui si sono occupati i pm Baj Macario e Mariacarla Sacco - è iniziata circa un mese fa, quando la figlia del tassista si è presentata al commissariato con un’amica per raccontare gli anni di violenze subite. Come ha spiegato il dirigente del commissariato, Ottavio Aragona ”Sono stati fondamentali gli amici e gli insegnanti della scuola frequentata dalla vittima. La ragazza si è confidata con la preside nel giugno 2015 e da quel momento la direttrice l’ha spinta a presentarsi alla polizia“.

Il poliziotto ha spiegato che “La moglie ha abbandonato la casa quando la figlia aveva 7 anni e da allora è in un centro di cura psichica. Da quel momento l’uomo ha sostituito la sua figura con la ragazzina, manipolandola al punto da farle credere che questo comportamento era normale nelle famiglie disagiate. Le diceva che aveva difficoltà a relazionarsi con altre donne e che non aveva abbastanza soldi per pagare una prostituta. Dai 14 anni ha iniziato a pagarla per le prestazione sessuale“. Secondo il racconto degli inquirenti, i parenti definivano il tassista come un padre padrone che controllava totalmente la vita della figlia. Per esempio quando ha capito che la figlia stava iniziando a parlare con qualcuno, le avrebbe bloccato il telefonino e ha minacciato di fare del male alle persone con cui lei si confidava. L’ha anche “denunciata a sua volta dicendo che era una pessima figlia disinteressata alle faccende domestiche“.

La ragazza ha anche un fratello minore – anche lui ora è diventato maggiorenne – che non avrebbe mai subito le attenzioni del padre. I due ragazzi sono stati seguiti per anni dagli assistenti sociali  che hanno anche segnalato al tribunale dei minori la situazione di disagio in cui vivevano i due – viste in particolare le pessime condizioni igieniche dell’appartamento e la personalità al limite del padre. Finora però nessuno aveva il sospetto che ci fossero di mezzo anche delle violenze sessuali. Al momento la vittima vive in una comunità protetta.