Tutto ha avuto inizio venerdì mattina poco dopo le sette, in fondo a via Pescina Gagliarda, una strada periferica che si trova nella Piana del Sole, una zona al confine tra Roma e Fiumicino. Un uomo prende al volo un taxi davanti all’Hotel Ergife – siamo sulla via Aurelia. A bordo del taxi c’è una donna di 43 anni – ce ne sono mille sulle più o meno ottomila auto bianche in circolazione. Visto anche l’aspetto dell’uomo si fida di lui e lo conduce in Via Pescina dove viene stordita con un pugno e viene costretta ad un rapporto orale, dopodiché l’uomo la rapina degli 80 euro di incasso e si da alla fuga a piedi.

Da venerdì è iniziata una caccia all’uomo che dovrebbe aver portato in queste ore al fermo di un uomo su cui perdono forti indizi di colpevolezza. A portare a questo passo hanno contribuito le impronte digitali e le tracce di Dna lasciate nel taxi. così come le telecamere di videosorveglianza della zona dell’hotel Ergife. Prima del fermo, era stato diramato nella giornata di sabato l’identikit dell’ aggressore: italiano, età tra i 25 e i 30 anni, magro, alto tra 1,65 e 1,70, capelli corti scuri e mossi, occhi piccoli scuri, labbra sottili e carnagione chiara.

L’aggressione all’autista ha colpito la categoria: il presidente del 3570 Loreno Bittarelli ha chiesto “più sicurezza, servono le telecamere sui taxi collegate alla nostra centrale“, Uil-Trasporti, Federtaxi, Cisal Ugl Taxi, Fit Cisl Taxi, Usb Taxi, Ati Taxi e Associazione di tutela legale taxi hanno deciso “di proclamare una giornata di fermo cittadino del servizio” e una manifestazione, mentre il leader della Lega Nord Matteo Salvini rilancia uno dei suo cavalli di battaglia, la “castrazione chimica per lo schifoso“. Molti tassisti romani espongono da venerdì sera un nastro rosa sulle antenne delle loro auto in segno di solidarietà.