Con 285 voti a favore, 103 contrari e tre astensioni la Camera ha dato il proprio via libera all’attuazione del Ddl, già approvato dal Senato, con il quale viene ratificato l’accordo tra Italia e Francia per l’inizio dei lavori di costruzione della linea Tav che unirà Torino e Lione.

L’operazione avrà un costo totale stimato in 8,3 miliardi di euro, ripartiti tra le due nazioni, con revisioni che avranno scadenza annuale.

Forti contestazioni da parte del Movimento 5 Stelle, con il vicepresidente della Camera Luigi Di Mario che in un post su Facebook ha parlato di “57 km di tunnel che sventra inutilmente un intero territorio, con costi stimati, secondo gli ultimi preventivi, in 26 miliardi”, e ha poi parlato di “rischio di due tipi di infiltrazioni: l’amianto nelle acque e la mafia nei cantieri dell’opera”, ribadendo infine la dura opposizione del suo partito.

Il senatore del Pd Stefano Esposito ha invece appoggiato la decisione presa dalla Camera di dare finalmente il via a un progetto iniziato sin dal 1991, ribadendo che “mentre in Italia si decideva se fare o meno l’opera, gli altri Paesi Europei scavavano e costruivano tunnel. Oggi si scrive una pagina importante della storia infrastrutturale del nostro Paese.”

Esposito ha poi duramente stigmatizzato il movimento che si è opposto in modo violento alla realizzazione della grande infrastruttura: “La Torino-Lione è stata un fenomeno sociale cavalcato nel peggiore dei modi dalla peggiore delle società a trazione antagonista. Un esempio emblematico di come legittime diversità di pensiero possano essere strumentalizzate a fini politici o ideologici lontanissimi non solo dal senso dell’opera, ma anche dalle posizioni di chi era ed è contrario all’opera, ma mantiene un profilo di rispetto istituzionale e dignità civica”.