“Il movimento No Tav deve compiere un altro salto in avanti, politico organizzativo, assumendone anche le conseguenze, o arretrare”. Questo è quello che Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, membri delle cosiddette “Nuove Br” hanno scritto in un documento dal carcere poi apparso su internet.

Nel documento titolato “Contro la repressione, nuova determinazione” vi è scritto: “Gli arresti contro i movimenti e il No Tav soprattutto, hanno dato impulso alla lotta anticarceraria. Carcere che resta lo strumento di massima neutralizzazione e deterrenza nei confronti dei soggetti sociali in rottura con il sistema”, i due terroristi arrestati nel 2007 con l’accusa di far parte del Pcpm - Partito comunista politico-militare hanno aggiunto, “E’ curioso rilevare che sia i compagni No Tav  che hanno fatto la revoca avvocati, che noi, abbiamo dovuto raccogliere le stesse critiche, e motivate proprio da questo tipo di tendenza. Tendenza con cui noi avemmo a battagliare parecchio durante le nostre vicende processuali. Ci sono delle simpatiche consonanze fra i No Tav imputati nel maxi processo di Torino e la nostra dimensione di prigionieri rivoluzionari e dei nostri processi politici”

Il movimento No Tav ha preso subito le distanze dal documento delle “Nuove Br”, e parlando di “provocazione” ha diramanto questo comunicato dove parlano di “fantomatiche nuove brigate rosse, sigla che ci risulta sciolta da molti anni, che vive solo negli incubi di qualche procuratore verso la pensione. Comunicato che facciamo fatica a trovare sui siti internet, anche quelli di movimento, e che rispediamo al mittente, leggendoci e leggendo nell’accostamento che vediamo fare, una provocazione che respingiamo con forza . I notav non hanno bisogno di lezioni, e guardano avanti felici di vedere uscire dal carcere i propri compagni di lotta. Noi come sempre, alimentiamo la Resistenza”.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha fatto sentire la voce dello Stato, “Non ci faremo intimidire dalle Nuove BR come lo è stato con le vecchie”  e in merito alla Val di Susa ha rassicurato “Delinquenti e bombaroli si rassegnino. La Tav si farà”. Altri 200 militari saranno inviati per le esigenze di sicurezza del cantiere Tav. Decisione  presa dal Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal ministro dell’Interno Alfano, riunitosi venerdì mattina a Roma. Oggi vertice in Prefettura con Pansa e i questori locali