La compagnia di San Francisco Uber (scopri come funziona) e i tassisti del Vecchio Continente sono ormai ai ferri corti. La novità è che le associazioni di categoria di tutta Europa hanno fatto  fronte comune e si sono unite nella protesta.

Oggi infatti è il grande giorno dello sciopero dei taxi che attraversa gli stati nazionali: da Madrid a Londra, passando da Berlino e Parigi per finire con Napoli, Roma e il vero e proprio epicentro di Milano. I guidatori professionisti, con diversi orari a seconda delle varie città, hanno incrociato le braccia, per sensibilizzare il pubblico riguarda il grave torto e la concorrenza sleale che – a loro parere – costituirebbe il servizio di auto a noleggio proposto da Uber.

In totale gli aderenti alla dimostrazione di forza sarebbero più di 30mila. A Parigi i tassisti stanno cercando di paralizzare i trasporti da e per gli aeroporti Charles de Gaulle e Orly, così come la strada che circonda la capitale. La presidentessa dell’associazione di taxi francese FNAT Nadine Annet ha spiegato la ragione della sommossa: “Per anni il governo ci ha imposto nuove tasse e vincoli sempre più stretti. Ci aspettiamo perlomeno che i nostri rivali ricevano lo stesso trattamento”.

Ma è a Londra che lo sciopero ha raggiunto la maggiore intensità: un numero impressionante di persone, stimato tra le 10 e le 12mila, stanno protestando nelle piazze turistiche di Trafalgar Square e la piazza del Parlamento.

Aldilà della contrapposizione tra innovazione e tradizione, stupisce che in tutta Europa non sia ancora stata introdotta una regolamentazione chiara ed efficace che riesca a mettere d’accordo chi per la propria regolare licenza spende una cifra che si aggira sui 200mila euro e chi invece sta cercando di promuovere un nuovo modello di business.

Foto: Twitter – Uber