L’ingengere Gianluca Salviato, nato a Venezia nel 1966, è stato sequestrato a Tobruk, in Cirenaica.

L’auto dell’uomo, che lavora per una società di costruzioni italiana, è stata ritrovata con a bordo le sue medicine. La Farnesina fa sapere ai rapitori, tramite i media locali, che Salvato soffre di diabete e necessita di cure continue.

“Da quello che abbiamo saputo, Gianluca si era recato in città, a Tobruk, per alcuni collaudi e a mezzogiorno era atteso in cantiere come al solito. Ma nessuno lo ha visto rientrare. Per cui abbiamo avvisato le forze dell’ordine di Tobruk e tutte le autorità libiche”, così il portavoce della sua azienda, la Enrico Ravanelli S.p.a. di Venzone (Udine), una società di costruzione impegnata dall’ottobre 2012 nei lavori per la ricostruzione degli impianti idrici e fognari di Tobruk.

Il tecnico sarebbe stato rapito con ogni probabilità per ottenere un riscatto. Tecnici e operai della ditta “Enrico Ravanelli”, data l’anarchia e la guerra tra gruppi estremisti nell’area, erano dovuti fuggire da Tobruk per ragioni di sicurezza nel 2011 e si erano rifugiati in Egitto. A costringerli a lasciare la ditta erano stati i disordini esplosi nella regione. Soltanto nel 2012 i dipendenti hanno potuto riprendere i lavori a Tobruk.

La Cirenaica, dopo la cacciata di Muammar Gheddafi e la sua esecuzione è una delle regioni della Libia più pericolose, sotto controllo di estremisti islamici e teatro di omicidi giornalieri. Tutti ricorderanno i tragici fatti di Bengasi dove perse la vita l’ambasciatore Usa Chris Stevens e altri 3 cittadini statunitensi.

Recentemente altri due italiani erano stati rapiti in Libia, poi liberati. (foto by InfoPhoto)