Una violenta tempesta di neve ha spazzato via almeno 27 scalatori in Nepal e bloccato molti altri, tra cui 4 escursionisti italiani. E’ il bilancio provvisorio dell’ennesima tragedia avvenuta sulle cime dell’Himalaya. Questa volta è accaduto sul massiccio dell’Annapurna, nel Nepal centrale. La bufera è arrivata in un periodo insolito per la zona, causata da un ciclone che ha attraversato l’India. Gli esperti ritengono che ottobre sia il mese migliore per compiere escursioni in quella zona. Almeno 11 dei morti sono di nazionalità straniere, non risultano esserci italiani. Sono stati identificati i corpi di quattro canadesi, due israeliani, un tedesco, un polacco, un indiano, un vietnamita e di 11 guide nepalesi. Le valanghe che hanno colpito quelle montagne hanno provocato anche altri cinque dispersi nelle vicinanze.

A causa della bufera sono rimasti bloccati e isolati circa 100 escursionisti. Fra questi ci sono quattro italiani: tre valdostani e un romano. Uno di loro è il capo del Soccorso alpino della Val d’Aosta. Si trovano in un campo base a cinquemila metri di quota. Sebbene tra molte difficoltà, hanno potuto comunicare e hanno detto di stare bene, ma di non essere in grado di scendere. Hanno raccontato che in quella zona è nevicato per 30 ore consecutive e la neve ha superato i 120 centimetri d’altezza. Ritengono che sia necessaria almeno una settimana per evacuare la zona.

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