La tempesta Jonas che già ieri aveva costretto il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, a chiudere completamente la città, come accaduto anche a Washington e Baltimora dove possono circolare solo i mezzi d’emergenza, ha colpito gli Stati Uniti e, come previsto, l’impatto del maltempo è stato davvero massiccio. La bufera che in questo momento sta colpendo la costa orientale degli Stati Uniti ha già provocato la morte di almeno 19 persone. Una situazione che è andata peggiorando con il passare del tempo, in modo particolare a New York, dove la tempesta Jonas è arrivata dopo aver sferzato le città più a sud, compresa Philadelphia. Nemmeno le più recenti previsioni meteorologiche portano buone notizie. Sembra infatti che la situazione stia lentamente peggiorando e che la neve che potrebbe raggiungere anche i 60 centimetri di altezza.

La maggior parte delle vittime della tempesta Jonas ha perso la vita sulle strade a causa della neve, ghiaccio, forti venti e scarsa visibilità. Due persone sono morte per ipotermia mentre altre quattro sono state colpite da un attacco di cuore dopo lo sforzo di spalare la neve. Tra i morti, un bambino di 4 anni, in viaggio con la sua famiglia e altri bambini, rimasto coinvolto in un incidente stradale con un veicolo di emergenza.

Il Pentagono ha inviato 2.300 uomini della Guardia nazionale nei 12 Stati colpiti dalla tempesta Jonas, dove è stato dichiarato lo stato d’emergenza. Anche il vicepresidente Biden è rimasto coinvolto: di ritorno da Davos è stato costretto ad atterrare a Miami. Enormi disagi quindi nelle grandi città americane. A causa della tempesta il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, e il sindaco della città, Bill de Blasio, hanno optato per il divieto assoluto di circolazione per auto private e mezzi pubblici, stop delle linee ferroviarie locali, chiusura dei tunnel e dei ponti di accesso a Manhattan, compreso il Brooklyn Bridge.