Un indiano di 43 anni, Ram Lubhay, è accusato di aver tentato di rapire una bambina in spiaggia, sul lungomare di Scoglitti. La piccola si trovava con la famiglia quando, all’improvviso e senza alcun motivo, è stata rapita da un uomo, fermato grazie all’intervento tempestivo dei genitori che lo hanno inseguito. L’uomo – dopo poche ore – era stato fermato dai carabinieri e poi liberato (il fermo non è stato convalidato dal pm, ndr). La madre della piccola, infatti, in un’intervista a NewsMediaset, ha raccontato cosa è successo: “Mi trovavo sul lungomare, a risalire le scale. La bambina era già salita con mio marito. Un’amica mi ha fatto notare che la mia bimba era in braccio ad uno straniero che la teneva molto stretta a sé, con il faccino quasi sotto la sua ascella, proprio bloccata a lui”.

Indiano fermato e poi liberato

“La paura è stata tanta. Ieri siamo stati risentiti, speranzosi che questa persona venisse anche solo espulsa dall’Italia. Voglio solo dire che io vomito davanti alla legge italiana. Perché ho compreso che è stata applicata proprio la legge nei minimi particolari. Ci è stato detto che non ha concluso il reato: lo dovevamo perdere di vista per poter dire che si stava portando via la nostra bambina. Lui si è fermato solo perché noi l’abbiamo fermato” ha dichiarato la donna in un’intervista a NewsMediaset.

E’ scontro tra Procura e Ministro

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha chiesto all’ispettorato del Ministero di avviare gli accertamenti preliminari per far luce sul tentato sequestro della bambina di 5 anni. Dura la replica del Procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia: “Se ho sentito bene oggi in tv, il ministro della Giustizia avrebbe annunciato di voler approfondire il caso sulla vicenda del tentato rapimento di una bimba di 5 anni. Rientra nei suoi poteri, ma avrei gradito una dichiarazione di solidarietà nei confronti di un magistrato che applica la legge e fatta segno di pesanti e volgari offese”.

Indiano liberato, il pm ha applicato la legge

In serata la replica del Ministero della Giustizia: “Di fronte al clamore mediatico sulla vicenda di Ragusa, il ministro della Giustizia Orlando ha richiesto informazioni sull’accaduto attraverso l’organo a ciò preposto, e cioè l’Ispettorato. Le valutazioni affidate alla discrezionalità del magistrato naturalmente non sono sindacabili. Solo se fossero ravvisabili abnormità o violazioni di legge tali da essere sottoposte a valutazioni disciplinari il ministro agirà di conseguenza”. Petralia, il procuratore di Ragusa, ha concluso: “Toccherà alla Procura di Messina valutare le gratuite e volgari offese di internauti, esponenti politici e non, nei confronti del pm che si sta occupando dell’indagine sul presunto sequestro di persona e sottrazione di minore avvenuto martedì scorso a Scoglitti”.