In occasione della mostra  “Dal cielo alla terra” la città di Firenze diviene palcoscenico per raccontare la storia della sismologia e della meteorologia in Italia, e soprattutto in Toscana, dall’Ottocento a oggi. L’Italia vanta una delle più antiche tradizioni al mondo nell’osservazione scientifica di tali fenomeni. E’ della metà del ‘600 la nascita a Firenze della prima rete meteorologica, comprendente osservatori italiani e stranieri. Sempre in Italia, già nella prima metà del ‘700, iniziarono i primi tentativi di registrare i terremoti, prima con semplici sismoscopi poi, nei duecento anni successivi, con strumenti sempre più sofisticati; e proprio perchè Firenze è stato uno dei centri europei più fecondi per la meteorologia e la sismologia, l’INGV, in collaborazione con la Provincia di Firenze e l’Osservatorio Ximeniano, propone la mostra “Dal cielo alla terra, meteorologia e sismologia a Firenze dall’Ottocento a oggi”.

L’esposizione, allestita nella splendida cornice della Galleria delle Carrozze del Palazzo Medici Riccardi di Firenze, si sviluppa attraverso un percorso cronologico che prende spunto dall’esperienza fiorentina per presentare circa 140 strumenti che sottolineano il primato italiano in questo settore, contestualizzato nel quadro euro-mediterraneo. Un sismoscopio a mercurio del 1784, un tromometro a prisma del 1875, un microsismografo a doppio pendolo del 1894. E ancora: un razzo antigrandine della seconda metà del XX secolo, uno psicrometro a fionda di inizio ‘900 e un solarimetro registratore del 1924, sono solo alcuni dei pezzi in mostra a Firenze fino al 31 Maggio 2013. L’esposizione parte dai primi passi pionieristici della storia della sismologia e della meteorologia e arriva fino ai giorni nostri, ora che gli aggiornamenti meteo sono calcolati al minuto e le scosse sismiche registrate in tutto il mondo si leggono su Twitter. Nel percorso sono ricostruiti anche ambienti di osservazione, dai gabinetti meteorologico-sismologici ottocenteschi alla sala sismica di oggi, e gli strumenti sono descritti da animazioni multimediali appositamente realizzate da INGV.

Si tratta di un evento espositivo mai realizzato, anche a livello internazionale: gran parte della strumentazione è stata oggetto di accurato restauro filologico presso lo specifico laboratorio dell’INGV di Roma, primo passo per un’importante opera di sensibilizzazione sui temi del rischio sismico e delle strategie per una società più sicura, oltre che opportunità per il recupero di numerosi beni culturali scientifici. La mostra genera inoltre un ciclo di importanti eventi collaterali quali conferenze di meteorologia e geofisica rivolte sia agli studenti sia alla cittadinanza, a cura degli enti promotori; visite guidate alla mostra per le scuole e laboratori di didattica della geofisica; e un importante convegno internazionale che vedrà impegnati gli esperti di settore in un’settimana di dibattito e confronto sui temi del recupero, salvaguardia e valorizzazione scientifica e culturale del patrimonio documentario e strumentale Euro-mediterraneo, presso l’Osservatorio Ximeniano.