La Cgia di Mestre attacca lo Stato e, di fatto, il Governo Renzi. L’associazione artigiani afferma che i fondi derivanti dalle tante odiate e costose accise che gravano sui carburanti, a favore della ricostruzione delle zone colpite dal terremoto, non sono mai state utilizzate allo scopo per le quali sono state “attivate”.

Paolo Zabeo, il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, ha dichiarato: “Ogni qual volta ci rechiamo presso un’area di servizio a fare il pieno alla nostra autovettura 11 centesimi di euro al litro ci vengono prelevati per finanziare la ricostruzione delle zone che sono state devastate negli ultimi decenni da questi eventi sismici”

L’associazione artigiani di Mestre ha calcolato che gli italiani hanno versato negli ultimi 50 anni circa più di 145 miliardi di euro allo Stato. Un importo chè è più del doppio di quanto speso dagli Enti pubblici per attuare le ricostruzioni nelle zone colpite dai terremoto, che ammonta a 70, 4 miliardi di euro. In questi anni l’Italia è stata colpita violentemente dai terremoti e le zone colpite ammontano a sette: Friuli, Irpinia, Valle del Belice, Marche-Umbria, Abruzzo, Emilia Romagna e Molise-Puglia.

“Con questa destinazione d’uso – continua Paolo Zabeo – gli italiani continuano a versare all’erario circa 4 miliardi di euro all’anno. Se, come dicono gli esperti, questi fenomeni distruttivi avvengono mediamente ogni 5 anni, è necessario che queste risorse siano impiegate in particolar modo per realizzare gli interventi di prevenzione nelle zone a più alto rischio sismico e non per altre finalità”.