Intervento lampo del Consiglio dei Ministri, che in mattinata ha approvato il nuovo decreto legge sugli interventi urgenti dopo il terremoto che ha devastato il Centro Italia.

In attesa della pubblicazione del testo ufficiale, prevista per lunedì prossimo, è già stato rivelato, come annunciato da Renzi, che il decreto contribuirà ad ampliare il numero dei comuni colpiti dal terremoto, nuove norme burocratiche atte a velocizzare le procedure di autorizzazione e misure straordinarie prese nell’ambito della scuola, del patrimonio artistico e dell’agricoltura.

Nei giorni scorsi il commissario per la ricostruzione Vasco Errani aveva spiegato che “non ci sarà nessuna accise, ricostruiremo in trasparenza e legalità, non un euro di meno e non un euro di più. Vogliamo assicurarci che in questo territorio i tentativi di infiltrazione saranno contrastati, perchè è chiaro che ci saranno. Ma noi abbiamo messo in campo una serie di azioni che puntano a un contrasto frontale“.

Sempre Errani si era concentrato sull’esigenza di dare maggiori poteri ai sindaci in merito all’opera di ricostruzione: “È fondamentale mettere in sicurezza i beni culturali in modo rapido e per questo nel decreto è prevista questa esigenza: un sindaco potrà emanare un’ordinanza, informare la sovrintendenza e spendere rapidamente. E se troveremo degli elementi di burocrazia che creano ostacoli, cambieremo.”

Anche il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina aveva dato la propria ricetta per far sì che l’economia possa ripartire nelle zone interessate dal terremoto: “Dobbiamo rafforzare le azioni per garantire la continuità produttiva e poi guardare al futuro. Abbiamo finalmente in dirittura d’arrivo due bandi delle regioni fatti con Anac per l’acquisto di 200 stalle mobili e 70 container abitativi per gli allevatori. Con il prossimo decreto verranno raddoppiate direttamente le dotazioni, risparmiando così due mesi. Le Regioni poi ne attiveranno altri in base ai bisogni.  Abbiamo stabilito di portare a 10 milioni di euro l’aiuto  per coprire il mancato reddito degli allevatori.”

Velocizzato anche l’accesso ai finanziamenti, basato “sugli animali posseduti dalle imprese al 31 luglio 2016. Le erogazioni partiranno da gennaio 2017 e stiamo in queste ore definendo i dettagli tecnici su ovini e suini. Per i bovini stiamo lavorando ad un aiuto da 400 euro a capo, che per un’azienda con 20 animali vorrebbe dire 8 mila euro di sostegno integrativo“.