Prima notte lontani da casa propria per tutti coloro che hanno visto la propria vita sconvolta dalle scosse del terremoto che ieri ha devastato il Centro Italia.

Ormai confermata la magnitudo6.5 sulla scala Richter – nonché l’epicentro – localizzato tra Macerata, Perugia e Ascoli Piceno – rimane ancora da conteggiare esattamente i feriti, che per fortuna sembrano essere solo alcune decine, e gli sfollati, che invece per ora hanno raggiunto la quota di 40mila, per quanto il bilancio paia essere destinato a salire.

Al momento il governo e la Protezione civile non vogliono che vengano installate tendopoli, e le strutture temporanee di questo tipo sono riservate alle attività diurne, mentre per la serata si spinge sempre più verso il trasferimento negli alberghi della costa o sul vicino lago Trasimeno: spostamenti difficili per famiglie che hanno perso tutto, e che non possono rientrare nelle proprie abitazioni.

La ripartizione degli sfollati vede il maggior numero concentrarsi nelle Marche, dove ci sono da assistere 25mila persone, per poi passare all’Umbria, dove sarebbero tra le 10mila e le 15mila, con il Lazio e l’Abruzzo che invece hanno subito i minori danni, arrivando a 2mila e mille unità rispettivamente.

Si attende la costruzione delle casette in legno, e oltre alle brande e alle cucine da campo, ospitate nelle tensostrutture, si affianca anche l’ipotesi della requisizioni di palestre e residence per dare ospitalità a chi non può o non vuole allontanarsi dai propri luoghi.

Terremoto Centro Italia: parla Vasco Errani, “non vogliamo deportare nessuno”

In questo senso la Protezione Civile e Palazzo Chigi hanno parlato chiaro. Nessuna tenda, ma neanche la “deportazione”, come ha asserito il commissario Vasco Errani: “Non ha senso dormire in macchina. Non vogliamo deportare nessuno. Vogliamo invece che tutti abbiano la possibilità di vivere una notte tranquilla dopo una situazione così pesante. Dopo di che, insieme a loro e con loro troveremo le soluzioni”.

Il governo, come annunciato ieri da Matteo Renzi in conferenza stampa, sta lavorando per presentare degli emendamenti al decreto già approvato la scorsa estate, al fine di stanziare 90 milioni di euro nell’immediato e almeno il doppio nelle prossime settimane.