A parlare al Corriere.it è l’ingegnere giapponese Yoshiteru Murosaki che, senza mezzi termini, ha parlato del terremoto che ha devastato il Centro Italia, colpendo soprattutto i comuni di Amatrice, Accumoli ed Arquata. “Non siamo in presenza di un terremoto dei più potenti [...] E’ stato determinato dai movimenti di masse magmatiche di profondità, è quello che i sismologici giapponesi definiscono “chokka jishin” (terremoto localizzato) o “nairiku jishin” (terremoto interno). Questi terremoti, quindi, meno frequenti dei primi, hanno un’origine superficiale, un raggio dell’epicentro più limitato e una potenza inferiore” ha dichiarato.

Terremoto, in Giappone costruzioni antisismiche

290 le vittime del terribile terremoto che ha distrutto il Centro Italia. Eppure, un sisma di magnitudo 6.0 in Giappone non avrebbe provocato né crolli né vittime. “In presenza di onde sismiche del sesto grado Richter, è molto raro, sia in Giappone sia in Italia, che si verifichino danni agli edifici così ingenti come in questo caso. Lesioni di questa portata possono essere attribuite solo alla mancanza nelle costruzioni di adeguate strutture antisismiche. Normalmente, in Giappone, un terremoto di questa magnitudo e con vibrazioni di questo tipo non produce le vittime che ha prodotto il terremoto dei giorni scorsi nell’Italia centrale. Può essere che a fare la differenza sia la struttura in legno degli edifici rispetto a quella in mattoni. Certo, succede anche in Giappone che con terremoti tra il quinto e il sesto grado, cioè della stessa magnitudo di questo, si verifichino danni agli edifici e crolli, ma sono casi rari” ha dichiarato l’ingegnere giapponese Yoshiteru Murosaki.

Terremoto, servono regole rigidissime

“Il Giappone ha un’antica dimestichezza con questo fenomeno. L’alta frequenza con cui da sempre nel nostro arcipelago si verificano terremoti di proporzioni enormi ci ha reso previdenti. Qui da noi, lo studio di misure antisismiche con cui mettere in sicurezza gli edifici storici e in generale i beni culturali del Paese progredisce costantemente. Ho l’impressione che in Italia, in confronto, una vera cultura della prevenzione a livello del cittadino comune sia ancora piuttosto carente. Certo, il vostro Paese ha un patrimonio edilizio molto più antico del nostro, e dunque non è agevole adattarlo alle necessità del presente. Però è indispensabile che le autorità, a ogni livello, vigilino perché le regole antisismiche siano rispettate rigorosamente: è questa l’unica strada per salvare, un domani, il maggior numero di vite umane. E anche di edifici” ha concluso.