Abbiamo raccolto una testimonianza diretta sulla devastante scossa di terremotoche nella notte ha squassato il Centro Italia, quella delle 3.36 del mattino di magnitudo 6.0 con epicentro ad Accumoli, in provincia di Rieti (Qui i numeri utili da chiamare). Un racconto pieno di dolore ma esposto con grande lucidità di una persona che ha scoperto sei ore dopo, alle 9,30 di una mattinata drammatica, di aver perso due parenti stretti rimasti sotto la macerie delle tantissime abitazioni della zona, molte delle quali vecchie e storiche ma certo non in grado di reggere un evento simile anche perché mai adeguate agli standard antisismici. La testimone, una giovane di 32 anni, preferisce rimanere anonima. Come molte persone che non risiedono ad Amatrice trascorre d’estate lunghi periodi in una delle vicine frazioni. Il comune reatino ne conta d’altronde 49 più una serie di altre località, questo dà l’idea della complessità che si sono ritrovati di fronte i cittadini e i soccorritori.

Hanno sperato per tutta la notte di ritrovare i loro parenti vivi, scavando a mani nude prima che arrivassero gli aiuti. “Ma sono stati estratti senza vita. Siamo distrutti”. Esordisce così, con una testimonianza raggelante sull’orrore di un terremoto che ha spazzato via tante vite – “il conteggio è destinato a peggiorare, sono per esempio moltissimi gli anziani che in questo momento nessuno cerca, gli amici che non rispondono, i parenti da ritrovare” – nel suo racconto della notte che ha ancora negli occhi.

Impossibile spiegare la violenza della prima scossa. La mia frazione è completamente distrutta e sono già più di dieci i morti, così come buona parte delle altre piccole località intorno ad Amatrice, mi dicono in particolare di Rocchetta, e lo stesso centro. Ero rientrata da poco, stavo chiacchierando con mio cugino, ho spento la luce per andare a letto e in quel preciso istante è arrivata la lunghissima scossa. Alzarsi era impossibile. Ho cercato gli abiti ma non ce l’ho fatta. Sono scesa in strada con una coperta, come tutti, alla ricerca di alcuni amici venuti il giorno stesso da Roma. Era complicatissimo orientarsi, avvolti in una coltre di fumo e polvere. Abbiamo trascorso la notte in un auto, in un campo”. Con la paura per lo sciame successivo puntellato da altre due scosse particolarmente forti, quella di magnitudo 5.1 alle 4.32 e di magnitudo 5.4 un minuto più tardi con epicentro nei pressi di Norcia: “Non sembravano parte di una coda d’assestamento ma terremoti simili al primo”.

La situazione al mattino è assimilabile a quella del sisma dell’Aquila. D’altronde anche gli esperti confermano: “Per intensità è paragonabile” a quello nel capoluogo abruzzese, ha detto il capo del dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio. “Un terremoto di magnitudo 6.0 si porta dietro una coda di repliche sismiche sicuramente numerose però non si può escludere che ci possano essere scosse paragonabili a quella principale” ha aggiunto Andrea Tertulliani, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, “stiamo parlando di un’area ad altissimo rischio”. Le foto parlano chiaramente ma le parole spiegano meglio.

Il contesto attuale, visto dal cuore del territorio, è infatti di totale devastazione: “Sono rimasti in piedi solo gli edifici nuovi o ristrutturati e rinforzati di recente – aggiunge la testimone – tutto il resto è venuto giù comprese chiese, campanili, ponti. Anche l’ospedale è inservibile. Fra l’altro il paese e tutta la zona era ancora piena di turisti e di persone che da Roma, Rieti, dall’Umbria, dalle Marche e dall’Abruzzo vengono a trascorrere le vacanze. Il periodo è infatti ricco di iniziative, feste, sagre. Domenica la stagione si sarebbe chiusa con la sagra degli spaghetti all’amatriciana e quasi tutti ce ne saremmo tornati nelle nostre città. Insomma, Amatrice e frazioni raddoppiano i propri abitanti in agosto”.

I soccorsi si sono visti, stando almeno alle parole della testimone, non prima delle luci dell’alba: “Saranno state le 6, forse le 6.30 – racconta la 32enne – all’inizio ci siamo arrangiati da soli, scavando a mani nude, recuperando qualcosa dalle abitazioni. Poi si sono iniziati a vedere Protezione civile e Vigili del fuoco. Oggi il tempo è buono, c’è il sole, mentre ieri c’era stata una strana situazione meteorologica, un forte vento, quasi un tifone. In questo momento le operazioni sono ovviamente concentrate sulla ricerca dei superstiti sotto alle macerie, si cerca di ascoltare lamenti e richiami, è un contesto angosciante. Un autentico disastro che ci ha cambiato la vita”.