Il terremoto di magnitudo 6.0 che questa notte ha devastato i paesi di Accumoli e Amatrice nel Centro Italia in Lazio potrebbe non aver esaurito la sua forza distruttrice. Secondo quanto dichiarato dagli esperti dell’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, nelle prossime ore non si escludono altre scosse potenti quanto quelle di stanotte. I geologi sostengono che il sisma è molto simile a quello che distrusse L’Aquila nel 2009, con più di un centinaio di scosse in meno di una settimana. Rispetto a L’Aquila il terremoto ha fatto meno danni perché ha colpito in modo più diffuso.

Rispetto a L’Aquila, il terremoto ha colpito in modo più diffuso

Un terremoto di magnitudo 6.0 si porta dietro una coda di repliche che saranno sicuramente numerose e tenderanno a diminuire di magnitudo però non si può escludere che ci possano essere scosse paragonabili a quella principale. Ogni sequenza ha un suo comportamento particolare, però non possiamo escludere che finisca qui oppure che continui in altro modo. Dobbiamo solo monitorare l’andamento e i dati.

Queste le parole di Andrea Tertulliani, sismologo dell’INGV, intervistato nelle ore immediatamente successive al terremoto. Impossibile non fare un paragone con il sisma che ha distrutto L’Aquila sette anni fa. Il capoluogo abruzzese non dista tanto dall’epicentro della scorsa notte. L’Aquila e Amatrice sono lontani infatti appena 50 km. Rispetto al sisma del 2009 la magnitudo è inferiore, spiega Tertulliani, ma ha colpito un’area dell’Italia Centrale più estesa, ricca di centri storici e località minori, e anche più popolata.

Secondo l’esperto tentare di collegare il sisma di questa notte alle scosse che si stanno verificando in Sicilia da alcuni giorni è però sbagliato. Spiega Paolo Messina, direttore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria (Igag) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr):

Non dobbiamo stabilire un nesso diretto con le scosse avvertite in Sicilia. È purtroppo possibile che si verifichino altre scosse, speriamo di magnitudo inferiore. In questa situazione l’unica cosa da fare è seguire le indicazioni di protezione civile e sindaci.

Ricordiamo i numeri della protezione civile: 840840 e 803555.