Il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha firmato il decreto di sospensione del pagamento delle tasse per le popolazioni colpite dal terremoto che ha devastato il Centro Italia lo scorso 24 agosto. Un elenco che indica quali sono i comuni di Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria che potranno godere di tale misura. Sospesi fino al 20 dicembre i versamenti delle imposte e degli adempimenti tributari per tutti i contribuenti, compresi quelli delle cartelle esattoriali e conseguenti ad accertamenti esecutivi.

Terremoto, interviene Renzi

Matteo Renzi, invece, torna con la sua e-news pubblicata sui social network. “Abbiamo nel cuore il dolore di questi giorni, un dolore che per intere famiglie non passerà mai. Un dolore che non deve farci perdere la capacità di reagire, come ha detto il sindaco di Amatrice al termine dei funerali. Il Governo c’è, pronto a fare la propria parte, lavorando con tutti senza alcuna distinzione di colore politico per la ricostruzione di quei territori e per il progetto Casa Italia. Ma i danni sono tanti anche in Umbria e Abruzzo e noi non vogliamo lasciare solo nessuno. In particolar modo penso agli anziani nelle tende” così ha esordito il Premier italiano parlando del terremoto che ha devastato il Centro Italia. Già stanziati 50 milioni di euro, duramente criticati dal leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo.

Renzi e il referendum costituzionale

Continuano, poi, le sue due battaglie: la prima è la riforma della pubblica amministrazione, la seconda il referendum costituzionale. “Abbiamo approvato decreti legislativi d’attuazione a cominciare da quello che lega le carriere dei dirigenti pubblici più ai risultati che alla rendita di posizione, con un grande investimento in formazione. Procediamo centimetro dopo centimetro perché lo Stato sia sempre più efficiente ed efficace” scrive il Premier. In merito al referendum, invece, ribadisce che il sì porterà alla “riduzione delle poltrone, senza toccare il sistema dei contrappesi”: “Se vince il no, rimane tutto come adesso. Se vince il sì, si cambia e si rende il Paese più semplice e più giusto”. Non è della stessa opinione Massimo D’Alema che ha definito la riforma costituzionale “contraddittoria e cattiva”, insomma un “pasticcio”.