Terminate le ricerche dei corpi intrappolati sotto le macerie, inizia la seconda fase che prevede la costruzione di “casette” che possano ospitare gli sfollati, ancora nelle tendopoli allestite dalla Protezione Civile sui luoghi colpiti dal sisma di magnitudo 6.0 che ha devastato il Centro Italia. Il Governo ha stanziato 50 milioni di euro e ha promesso di non voler lasciare da sole le popolazioni terremotate. Intanto è stato individuato dai vigili del fuoco l’ultimo corpo rimasto sotto le macerie: si tratta di Sayed, il rifugiato afghano che abitava ad Amatrice. Il bilancio delle vittime, dunque, sale a 296 mentre sono state oltre 5.000 le scosse registrate dal 24 agosto ad oggi, come riferito dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv.

Terremoto, casette soluzione temporanea

“Dobbiamo chiudere le aree attendate il prima possibile perché, già dalla prossima settimana, il meteo cambierà e il clima rischia di diventare più rigido. Dobbiamo spostare subito le categoria di persone più fragili” ha detto il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. Il commissario Vasco Errani, invece, ha chiesto di “rispettare l’identità dei luoghi”: “Ogni soluzione come le casette sarà temporanea per gestire la ricostruzione. Qui nelle Marche abbiamo aree di pregio, il Parco dei Sibillini, un’economia da rilanciare, la qualità e la bellezza di questi luoghi” ha aggiunto.

Terremoto, acqua non potabile ad Amatrice

La riapertura delle scuole dovrebbe avvenire regolarmente, come assicurato dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, in visita sui luoghi del terremoto. Brutte notizie, invece, da Amatrice dove l’acqua non sarebbe potabile, come annunciato dal sindaco Sergio Pirozzi che ne ha vietato qualsiasi uso e consumo alle persone. Così, alla società Sogea, è stato disposto di “effettuare tempestivamente tutte le operazioni necessarie per il ripristino della potabilità dell’acqua, ivi compresi nuovi prelievi per accertare il ripristino della potabilità stessa”.