Sono passati sei anni esatti dal terremoto dell’Aquila. Gli unici o quasi a ricordare quei tragici eventi – 309 morti, 1.500 feriti e 70.000 persone sfollate – sono gli abitanti della città che hanno organizzato ieri un corte ed una fiaccolata che è partita alle 22.30 di domenica ed ha attraversato i luoghi simboli del sisma, come la casa dello studente, ed è terminata in piazza Duomo, dove sono stati letti i nomi delle vittime e le campane hanno battuto 309 rintocchi, uno per ognuna delle persone morte nella scossa delle 3.32 del 6 aprile 2009.

Nella città martoriata si sono svolte anche diverse messe: nella chiesa di San Giuseppe Artigiano, in piazza Duomo, come pure nella chiesa-tenda di Santa Maria del Soccorso, vicino al cimitero monumentale. Durante il corteo alcuni familiari delle vittime hanno portato uno striscione con lo slogan “il fatto non sussiste ma uccide“. Il riferimento è alla corte d’appello che ha assolto i componenti della commissione grandi rischi. In corteo c’erano anche i rappresentanti di associazioni nate dopo altre tragedie avvenute in questi anni, come quella di Viareggio e della ThyssenKrupp. Tutte queste associazioni si dovrebbero riunire in un coordinamento per organizzare un convegno nazionale su legalità e giustizia da svolgersi a Roma.

Oggi alle 12 verrà celebrata la prima messa all’interno della cappella della Memoria dedicata alle vittime del terremoto dell’Aquila realizzata nella chiesa delle Anime Sante. La cappella sarà consacrata ufficialmente il 10 aprile dall’arcivescovo metropolita del capoluogo, monsignor Giuseppe Petrocchi. In questi giorni di lutto ha contribuito ad alimentare la rabbia degli aquilani le lettere che chiedono la restituzione delle somme erogate dallo stato a titolo di risarcimento danni a seguito della sentenza di primo grado contro la commissione grandi rischi – e ribaltata come abbiamo detto in appello.

Ecco un facsimile delle lettere spedite: “Alla luce della pronuncia della Corte di Appello del 12 novembre 2014 si invita e si diffida la S.V. alla restituzione delle somme percepite e a corrispondere senza indugio e comunque entro trenta giorni dal ricevimento della presente, la somma complessiva di Euro 104.201,42 euro relativa a sorte capitale pari ad Euro 100.000, spese legali pari ad Euro 5.033,60 ed interessi legali calcolati al 28 febbraio 2015 pari a Euro 2.628,42 con l’avvertimento che in caso di ritardo e/o di inadempimento si procederà per il recupero del credito”.