Sono passati due anni da quando, quel 20 maggio del 2012, un terremoto di magnitudo 6.0 colpì l’Emilia-Romagna uccidendo sette persone e ferendone oltre 50. Una scossa che venne avvertita in modo violento in tutto il Nord Italia e che mise in ginocchio una zona del paese molto importante. La scossa avvenne alle 04:03:52 del mattina. Venti, lunghi, secondi, con epicentro a Finale Emilia a 6,3 km di profondità. Un qualcosa che colpì tutta l’Italia: al di là del fattore umano, basti pensare che chi abitava in Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Marche e Umbria si accorse che la terra tremò.

Alla fine furono sette i morti accertati, con circa 50 feriti e 5000 sfollati. Per non parlare degli ingenti danni al patrimonio culturale a causa dei molti crolli di palazzi storici, aziende agricole e fabbriche. Il 23 maggio, alle 23:41, si avvertì una nuova scossa moderata di magnitudo 4,3, che fece tornare il panico tra la gente.

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