Potrebbe risolversi in favore dell’Italia lo scontro nato durante l’ultima riunione dei ministri delle finanze dell’Ue (Ecofin). Il 9 novembre i ministri di 5 paesi (Germania, Olanda, Gran Bretagna, Svezia e Finlandia) si erano rifiutati di erogare i 670 milioni di euro deliberati in precedenza per finanziare la ricostruzione dopo il recente terremoto in Emilia Romagna. La decisione era stata motivata con l’esigenza di far diminuire anche il bilancio europeo, in linea con le ristrettezze delle singole nazioni. Ma quelle somme fanno parte di un fondo continentale appositamente creato, al quale anche l’Italia, come le altre nazioni, contribuisce. E i 670 milioni erano già stati assegnati al nostro Paese, anche col voto dei cinque recalcitranti. Si trattava ora di consegnarli fisicamente.

Le polemiche sono esplose, ed è cominciato un pressing continuo da parte di Commissione Ue e Italia sui governi voltafaccia. Monti ha protestato vivacemente al telefono con Barroso e Schulz (presidenti di Commissione e Parlamento Ue).

Dopo un secondo voto all’Ecofin, lo sblocco della somma è stato autorizzato a maggioranza qualificata. Ancora contrarie Gran  Bretagna, Svezia e Finlandia. La Commissione europea cerca di arrivare ad un compromesso per ripianare il buco nel bilancio 2012 che comprende, oltre ai fondi per il terremoto, anche quelli per pagare il progetto Erasmus, lo sviluppo agricolo, il fondo di coesione e i programmi per la ricerca e lo sviluppo.

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