Pare che per ora i 670 milioni ci siano. Questa somma proviene dal Fondo di solidarietà europeo e spetta all’Italia per la ricostruzione dopo il terremoto in Emilia. Lo stanziamento era stato approvato a suo tempo da tutti i 27 Stati membri.

Ma durante la riunione del Consiglio europeo di economia e finanza, in corso in questi giorni a Bruxelles, era trapelata la notizia di un rifiuto a finanziare questa somma da parte di Germania, Olanda, Finlandia, Gran Bretagna e Svezia. L’opposizione di questi Stati, che ha molto a che fare con un basso tentativo di mercanteggiamento, era teoricamente riversa sulla richiesta Ue di un aumento del bilancio per il 2013, ed era stato sostenuto che di fronte ad austerità per i singoli stati, anche l’Ue avrebbe dovuto limitare le proprie richieste.

Tuttavia i fondi per il terremoto erano stati autorizzati nel bilancio 2012, e ora si trattava di tirare fisicamente fuori i soldi. Di fronte al vespaio sollevato dopo la diffusione della notizia, sembra che nella serata del 9 novembre sia stato raggiunto un accordo per erogare i fondi all’Italia (che contribuisce, come tutti, al fondo). Ma questo accordo verrà formalizzato solo martedì 13 novembre. Da qui il “pare” iniziale.

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