Il bilancio provvisorio del violento terremoto che ha colpito diversi Comuni del Centro Italia è di 247 vittime. Tra queste un’intera famiglia di Accumoli  uccisa dal crollo del campanile della chiesa del paese. L’aspetto che aggiunge ulteriore amarezza alla tragedia è che il campanile era appena stato ristrutturato.

Terremoto: la famiglia Tuccio si sarebbe potuta salvare

Andrea Tuccio, 35 anni, sua moglie Graziella, 32, e i suoi figli Stefano di 7 anni e Riccardo di appena 8 mesi sono tutti morti nel sonno durante la prima delle scosse di terremoto che ha trasformato la loro casa in un cumulo di macerie. I due genitori e il figlio più piccolo sono stati ritrovati tutti e tre nel lettone mentre Stefano dormiva nella sua stanzetta. Secondo il parere di uno degli operatori cinofili che hanno trovato i corpi, è probabile che nessuno dei quattro si fosse accorto di cosa stava accadendo.

Il giorno dopo la tragedia è anche quello delle recriminazioni. I parenti e i vicini di casa infatti si accaniscono con il Comune sostenendo che la casa avrebbe retto all’urto del sisma se non le fosse crollato addosso il campanile. Ironia della sorte: la struttura era stata ammodernata proprio in seguito al terremoto che aveva devastato L’Aquila nel 2009. Dopo il sisma di 7 anni fa la chiesa era rimasta danneggiata e parte dei fondi per la ricostruzione erano proprio finiti nella ristrutturazione di quel campanile.

La morte di una famiglia intera è un dramma, i figli erano cresciuti con i miei, ma non strumentalizziamo. Un campanile di otto metri anche restaurato da poco con il terremoto è lecito che crolli. Non abbiamo fatto noi i lavori, ma non c’è stata imperizia.

Si difende così il sindaco della città, Stefano Petrucci, dalle accuse mosse dai suoi concittadini di aver appaltato i lavori a una ditta che non li avrebbe eseguiti correttamente.