L’ipotesi avanzata dalla Procura di Pescara è quella di omicidio colposo: il pm Andrea Papalia ha già aperto un fascicolo di indagine per far luce su eventuali responsabilità. Come vi abbiamo raccontato, l’hotel Rigopiano era finito sotto processo per un presunto abuso edilizio: secondo l’accusa avrebbe ottenuto favori per l’ampliamento della struttura. Un’accusa che è decaduta qualche anno fa quando il Rigopiano è stato assolto con formula piena: il fatto non sussiste. Adesso, però, alla luce delle quattro vittime e dei 25 dispersi, la Procura ha deciso di vederci chiaro acquisendo documenti e testimonianze.

Hotel Rigopiano, la Procura apre un fascicolo

Tra i documenti già a verbale – riferisce l’Ansa – anche l’allerta valanghe emessa giorni fa dal Meteomont, ovvero il servizio nazionale prevenzione neve e valanghe, che indicava livello 4 su 5 di pericolo nella zona del Gran Sasso. Bisognerà capire se il rischio emesso sia stato rispettato o sottovalutato così da mettere in sicurezza gli ospiti del resort di lusso. Il direttore dell’hotel, al telefono con Barbara d’Urso, ha fatto sapere di essersi salvato proprio perché si era recato a Pescara a coordinare l’allerta. I suoi 24 clienti, invece, si trovavano all’ingresso del Rigopiano in attesa dello spazzaneve così da lasciare la struttura.

Hotel Rigopiano, dubbi sulla tempestività dei soccorsi

La Procura dovrà stabilire, infine, se ci siano stati ritardi nei soccorsi, se la tragedia possa essere imputata al mancato arrivo o ritardo degli spazzaneve e se era stato richiesto lo sgombero della strada da parte dei titolari del Rigopiano.