Una forte scossa di terremoto è stata avvertita ieri sera in provincia di Cosenza. Alle 22.43 la terra ha tremato più volte. La scossa più forte, di magnitudo 4.4, è avvenuta a una profondità di 11 chilometri. A questa è seguita una scossa di 3.3 e altre 4 piccole scosse di magnitudo compresa tra i 2 e i 2.7 gradi. Secondo i dati forniti dall’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’epicentro è stato localizzato nei comuni della Presila, nello specifico a Spezzano della Sila, Spezzano Piccolo e Serra Pedace. La scossa è stato però avvertita distintamente in tutta la provincia di Cosenza, a Catanzaro, a Vibo Valentia, a Lamezia Terme e a Crotone.

Al momento, dai primi accertamenti dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri, non si registra alcun danno a persone o cose. La popolazione, però, presa dal panico, si è riversata in strada. In molti hanno deciso di trascorrere la notte in auto temendo l’arrivo di altre scosse più potenti.

Secondo gli esperti, la scossa è stata avvertita distintamente dalla popolazione per via dell’ipocentro molto vicino alla superficie. Quando le scosse sono superficiali, l’energia che si sprigiona dal sisma è infatti più potente perché non viene attutita durante la propagazione come avviene con le scosse più profonde. La faglia interessata, lunga circa 30 chilometri, è quella che va da Rogliano a Tarsia, già interessata da forti terremoti nel 1835, nel 1854 e nel 1870. In provincia di Cosenza non si sono però mai registrati terremoti devastanti con una magnitudo superiore ai 6 gradi.

Il geologo del CNR Carlo Tansi ha spiegato a Meteoweb che se le case fossero costruite seguendo le norme antisismiche gli abitanti potrebbero dormire sonni tranquilli, senza agitarsi per scosse di una simile intensità. Tansi ha ricordato ancora una volta l’esigenza di investire nella prevenzione del rischio sismico in Italia, prima che avvengano altre tragedie come quelle occorse a L’Aquila e in Emilia Romagna.