Nuovo bilancio delle vittime causate dal terremoto in Nepal: secondo la polizia locale ci sarebbero almeno 3.218 morti, mentre i feriti sarebbero almeno 6.538 – le cifre sono state fornite da Rameshwor Dangal, il direttore della divisione emergenza del ministero dell’Interno del Nepal. Ai morti in Nepal bisogna aggiungere circa un centinaio di morti nei paesi vicini – principalmente India e Cina.

Ieri vi abbiamo raccontato che la Farnesina ha già rintracciato trecento italiani che erano nel paese al momento del terremoto in Nepal. Sono tutti incolumi tranne due feriti leggeri. Oggi bisogna rilevare che mancano all’appello ancora quattro italiani – lo ha riferito Paola Riccio, presidente del Soccorso alpino delle Marche. Si tratta di quattro speleologi italiani che di trovavano a Langtand, a nord di Kathmandu, all’interno del Parco Nazionale.

Le ultime notizie risalgono ad un’ora prima della seconda scossa. In quell’occasione uno dei quattro, Giuseppe Antonini, ha chiamato la compagna con un telefono satellitare per rassicurarla sulle sue condizioni. In seguito il telefono risulta non raggiungibile. I quattro dispersi sono oltre allo speleologo anconetano di cui abbiamo detto qualche riga sopra, Gigliola Mancinelli, anche lei anconetana, medico dell’ospedale cardiologico Lancini, ma anche tecnico speleologo, Oscar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige, e un genovese di cui non si conoscono ancora le generalità.

Aumenta purtroppo anche la contabilità dei morti sull’Everest: al momento le vittime accertate sono 22, tra cui un manager di Google e un regista americano, mentre i dispersi sono oltre 200. Probabile che il conto delle vittime debba aumentare ancora nei prossimi giorni.

L’aeroporto internazionale di Kathmandu e’ stato chiuso stamane per un’ora, gli aerei in arrivo sono stati fatti atterrare negli scali limitrofi. Un aereo indiano della compagnia lowcost SpiceJet e’ stato costretto a tornare a New Delhi, come anche due voli della compagnia Air India flights, con a bordo rispettivamente 135 e 45. Un volo della Dragonair partito da Hong Kong e’ rimasto in volo per 90 minuti prima di ricevere l’autorizzazione all’atterraggio. “L’aeroporto e’ stato riaperto ed e’ ora operativo”, ha assicurato un portavoce.