Il bilancio dei morti nel terremoto in Nepal aumenta di ora in ora. Nel momento in cui scrivo si parla di 3.617 morti e il conto è destinato ancora ad aumentare – la Caritas dice già che i morti potrebbero essere 6.000. Di molti dei dispersi non si troveranno tracce, perché tanti sull’Everest sono semplicemente scomparsi. Finora non si hanno notizie dei 4 speleologi – ve ne abbiamo parlato in questo post – e di un ventiquattrenne veronese, mentre Fiorella Fracassetti sarebbe riuscita a mettersi in contatto con la famiglia. Il padre ha spiegato all’Ansa che “ha già prenotato il volo per rientrare in Italia, dovrebbe arrivare domani“.

Ci sono anche i primi due morti italiani causati dal terremoto in Nepal. Il loro nome completo non è al momento ancora conosciuto. L’unica cosa che sappiamo sono i due nomi e le iniziali dei cognomi – Renzo B. e Marco P. – e che sarebbero morti sabato in Nepal, travolti da una frana staccatasi dalla montagna mentre erano impegnati a 3.500 metri di quota in un trekking nella Rolwaling Valley. La notizia è pervenuta all’Ansa ed arriva da altri due compagni di spedizione che sono riusciti ad arrivare a Kathmandu solo oggi. Anche di loro non conosciamo interamente le generalità ma solo il nome e la lettera iniziale del cognome – Iolanda M. e Attilio D. – e che si trovano in un ospedale della capitale. La donna è stata comunque ferita dalla frana, mentre l’altro superstite è rimasto illeso.

Intanto in Nepal la terra continua a tremare: ci sono state almeno 45 scosse di magnitudo superiore a 4.5 dopo la scossa principale di magnitudo 7.8 del 25 aprile. In due casi abbiamo superato il 6 grado della scala Richter – la prima è avvenuta 40 minuti dopo il terremoto principale. E ovviamente ci si aspetta altre scosse nei prossimi giorni. Ultima annotazione: secondo gli esperti di Save the Children sono quasi due milioni i minori in Nepal che hanno bisogno di aiuto.