Ora dopo ora peggiora il bilancio delle vittime del Terremoto in Nepal: è stata superata la barriera delle 4.000 persone morte a causa del sisma – siamo esattamente a 4.138, e ci sono anche circa 6.800 feriti. E intanto continuano ad arrivare informazioni sulle distruzioni causate dal terremoto in Nepal: il 70% delle abitazioni sembra che siano andate completamente distrutte – i dati vengono da Rameshwor Dangal, il direttore della divisione emergenza del ministero dell’Interno nepalese.

E purtroppo aumenta anche il numero dei morti italiani. Stamattina vi abbiamo scritto di Renzo B. e Marco P., ora conosciamo anche i loro cognomi: Renzo Benedetto e Marco Pojer. Come racconta Attilio Dentone – che è guida alpina e gestisce un rifugio nella valle di Cembra ed era con loro – la scossa di terremoto ha fatto franare la montagna e “i nostri amici sono stati presi in pieno io invece ho trovato scampo sotto una roccia e così sono sopravissuto“.

Erano in Nepal dall’inizio di aprile, ed insieme a loro c’era anche Iolanda Mattevi, ferita da “una pioggia di pietre e neve“. Sono morti anche due dei quattro speleologi dispersi – si tratta di Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli. Sono stati travolti dalla valanga che ha distrutto il villaggio di Langtang alle pendici dell’Himalaya dove si trovavano al momento del sisma – la seconda scossa. Gli altri due – Giovanni Pizzorni e Pino Antonini – sono riusciti a scampare alla furia del terremoto. Sono riusciti ad uscire dalla valanga di neve, sassi ghiaccio che aveva sepolto il loro villaggio.

Tra quelli che non avevano dato notizia di sé c’è anche Giovanni Cipolla, giovane scalatore veronese. Di lui non si sapeva più nulla dal giorno del terremoto. Fortunatamente sta bene: racconta l’Arena di Verona che oggi è riuscito a mettersi in contatto con i giorni che abitano in borgo Roma – e anche Fiorella Fracassetti è riuscita in mattinata ha chiamare a casa.