L’operazione Earthquake del corpo forestale dell’Umbria ha portato oggi all’arresto di sette persone e all’invio di 11 avvisi di garanzia per imprenditori, tecnici e pubblici ufficiali che si sono occupati a vario titolo della ricostruzione dopo il terremoto a l’Aquila.

L’indagine condotta dai sostituti procuratori Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio, che ha portato anche al sequestro di 330mila euro, ha svelato un giro di tangenti e un sistema corruttivo che aleggiava sugli appalti dei lavori edili a seguito del sisma del 6 aprile 2009.

Decisiva la confessione di un imprenditore umbro, che aveva vinto tre appalti concernenti il Comune di Bussi sul Tirino, per un totale di 8 milioni di euro: per dare avvio alle operazioni gli venne chiesta da parte del direttore dei lavori una tangente pari al 12% del valore totale, ovvero quasi un milione da euro.

Gli uomini del Corpo Forestale hanno dunque iniziato a pianificare intercettazioni telefoniche, perquisizioni e appostamenti, e hanno acquisito documenti che provavano l’esistenza di un piano messo in atto per gestire in modo criminale e sotterraneo tutta l’attività edilizia della zona relativa al terremoto.

L’obiettivo era la creazione di una posizione di monopolio degli appalti tramite corruzione di pubblici ufficiali, con la conseguente possibilità di imporre condizioni contrattuali soffocanti alle ditte che si fossero affacciate sul mercato.

A tutte le persone coinvolte nelle indagini sono stati contestati i reati di corruzione, induzione a dare o promettere utilità, turbata libertà degli incanti, falso e associazione a delinquere.