Alle 7.15 di oggi, ore locale, si è scatenato un terremoto in Malesia di magnitudine 6.0. Le scosse, che hanno avuto come epicentro una zona a circa 20 km a nord di Ranau, ha colpito la regione di Sabah.

Per fortuna non è stato provocato nessun allarme tsunami, tuttavia il sisma ha provocato danni per ora non calcolabili a edifici e strade, mentre per fortuna non si hanno per ora notizie di vittime.

A preoccupare sono invece le condizioni di circa 200 scalatori che sono rimasti intrappolati su una delle cime più alte del Sud-Est asiatico, la montagna Kinabalu alta circa 4mila metri, che sorge sulla parte malesiana dell’isola del Borneo.

Gli ultimi report del terremoto in Malesia parlano di almeno una morte tra gli alpinisti e di quattro feriti. Le autorità hanno ordinato alle due centinaia di scalatori più le loro guide di rimanere sulla cima della montagna a causa di un importante pericolo di frane e di caduta di pezzi di rocce che hanno reso impraticabile uno dei sentieri principali di discesa. Naturalmente l’accesso al monte è stato proibito .

Il ministro del Turismo di Sabah, Masidi Manju Manjun, ha dichiarato che le operazioni di salvataggio sono in corso e che la priorità principale in questo momento è l’invio di cibo, bevande e vestiti caldi a coloro che sono ancora imprigionati sulla vitta del Kinabalu. Tuttavia l’arrivo degli elicotteri sarebbe messo in pericolo dalle condizioni atmosferiche sfavorevoli, dato che si registrano ampi banchi di nebbia.

Da alcune foto scattate dagli scalatori sembra inoltre che una formazione rocciosa della montagna, nota come “l’orecchio dell’asino” a causa della sua particolare forma, sia stata distrutta dalle scosse.