In Nepal si continua a scavare tra le macerie, dopo il devastante terremoto che ha colpito il Paese il 25 aprile scorso. In mezzo al buio della disperazione dei migliaia di senza tetto, privati di tutto dal sisma, e a centinaia di morti si intravede un barlume di speranza. I soccorritori nelle scorse ore hanno infatti estratto vivo dalle macerie un ragazzo di quindici anni.

Il salvataggio è avvenuto in un quartiere di Kathmandu, capitale del Nepal, pesantemente colpita dal sisma. Il giovane è riuscito a rimanere miracolosamente illeso nel crollo di un palazzo di 7 piani. Per estrarlo dalle macerie c’è voluta una notte intera. A trarre in salvo il quindicenne sono stati i soccorritori dell’Usaid in collaborazione con le unità di soccorso nepalesi. Alla vista del quindicenne, ancora vivo dopo 5 giorni, le persone che attendevano speranzose intorno alle macerie del palazzo hanno applaudito.

Il giovane è stato immediatamente soccorso. Quello del quindicenne non è l’unico caso di salvataggio estremo. Ieri era stato salvato un neonato di appena 4 mesi di vita. Anche due donne sono riuscite a sopravvivere per giorni sotto le macerie del quartiere di Dadhikot, a Kathmandu, e a Bhaktapur, cittadina non molto distante dalla capitale.

Intanto proseguono le ricerche di tre cittadini italiani di cui non si hanno più notizie dopo il terremoto. Il Ministero degli Esteri fa sapere in una nota che oggi atterreranno a Milano alcuni degli italiani già rintracciati e tratti in salvo in Nepal. Oggi partiranno dalla capitale nepalese altri due voli civili diretti a Roma e a Milano con a bordo i nostri connazionali superstiti.

L’Italia ha inoltre fatto decollare da Pratica di Mare un aereo militare con a bordo membri dell’Unità di Crisi della Farnesina e un’équipe della Protezione Civile. Il velivolo trasporta tutto l’occorrente per costruire un’unità di soccorso in Nepal. Il tempo stringe e nel Paese l’esasperazione dei superstiti aumenta. Centinaia di persone, rimaste senza un tetto e senza beni di prima necessità, lamentano ritardi nei soccorsi e minacciano sommosse popolari.