Com’era preventivabile, peggiora di ora in ora il bilancio del terribile terremoto in Nepal: ormai siamo a più di 2.000 morti – mentre secondo l’Onu sarebbero state colpite dal sisma circa 6,6 milioni di  persone. E la terra intanto continua a tremare. Come racconta Chris Decker, funzionario dell’Undp nel paese “Ci sono state diverse scosse di assestamento, una notte orribile. Molte persone hanno dormito nelle loro auto o per strada“. Intanto continua il lavoro dell’Unità di crisi della Farnesina: fino ad ora – così almeno dicono alcune fonti del ministero degli Esteri – sono stati rintracciati più di 300 italiani – tutti incolumi. Il lavoro è lungi dall’essere completo perché è complicato mettersi in comunicazione con un paese devastato dal sisma – e poi molti italiani non hanno pensato di registrarsi sul sito  www.dovesiamonelmondo.it per segnalare al ministero la loro presenza nel paese asiatico.

C’è preoccupazione per la mancanza di notizie relative a due fratelli fiorentini, Daniel e Elia Lituani, 25 e 22 anni, che a quanto sembra sarebbero in Nepal da un paio di settimane. A rivelare la loro presenza nel paese martoriato dal sisma è stata la madre dei due ragazzi – l’ultimo contatto con la famiglia risale a qualche giorno fa, quando i due hanno inviato una mail da Pokhara. Intanto arrivano i primi racconti degli italiani sopravvissuti. L’Ansa è riuscita a raccogliere le impressioni di una coppia di turisti italiani, Roberto Spiritelli e Marusca Cordini. Questi due coniugi vivono sul Lago di Garda, ed hanno raccontato di essere “vivi per miracolo. Abbiamo visto i templi e il palazzo reale di Durbar Square afflosciarsi davanti ai nostri occhi come tasselli di un domino“.

La coppia aveva appena finito di visitare il palazzo della Kumari, la dea bambina, nella storica piazza Durbar, quando si è verificata la prima violenta scossa. Roberto Spiritelli stava scattando una foto al tempio di Shiva quando ha “sentito il pavimento muoversi“. Dopo pochi istanti il tempio era un mucchio di macerie. Gli attimi dopo la scossa li raccontano così: “Siamo stati investiti da una nuvola di polvere e istintivamente ci siamo abbracciati tutti e tre. Quando ho rialzato la testa c’erano solo mucchi di macerie e gente che urlava“.