Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione nella quale viene chiesto che le spese di ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto che ha devastato il centro Italia vengano escluse dai calcoli relativi al Patto di stabilità.

Si parla infatti di “carattere gravissimo ed eccezionale della situazione:” una condizione che i parlamentari europei hanno riconosciuto come sufficienti per far sì che le cifre spese dal governo vengano escluse dal deficit consentito all’Italia.

Inoltre, nell’atto votato a Bruxelles nella giornata di oggi, viene chiesto che tutti i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per queste circostanze siano destinati al supporto delle aree colpite dal sisma.

L’emendamento in oggetto è stato presentato dal Movimento 5 Stelle, mentre durante la votazione risultava assente Matteo Salvini, impegnato a Mantova in un comizio relativo al referendum del 4 dicembre.

Collegata alla risoluzione sulle spese del terremoto anche l’approvazione di un’altra risoluzione, portata avanti dal deputato Salvatore Cicu del Ppe, nella quale si propone la riforma del Fondo di solidarietà UE, con la velocizzazione dei tempi di mobilitazione l’aumento della percentuale di pagamenti anticipati.

Nel suo discorso di presentazione di mercoledì sera Cicu aveva affermato che “in casi come questi, le Istituzioni europee devono essere sensibili, devono capire che la loro credibilità, la loro autorevolezza, dipendono anche dalla capacità di essere presenti in questi momenti e di trasferire un messaggio, appunto, di capacità di gestione”.

Durante la sessione plenaria è stato anche approvato il bilancio comunitario per il 2017, su cui l’Italia si astenuta minacciando di porre il veto proprio a seguito della polemica sul deficit inerenti le spese per terremoto e migranti.

Ma già mercoledì è stato approvata una prima tranche di erogazione di 30 milioni di euro tratti dal Fondo di solidarietà in favore delle popolazione colpite dai terremoti.

Oggi invece è stato precisato che si tratta solo della prima parte degli interventi previsti dalla UE, tra cui il cofinanziamento, fino al 100 per cento, dei lavori di ricostruzione che si rendano necessarie dopo una catastrofe naturale.