Nessuna conseguenza importante come per le scosse che hanno devastato ancora una volta il Centro Italia, ma anche il terremoto a Roma ha generato alcuni inconvenienti alla popolazione, per quanto di minore entità.

Nella mattinata di ieri gli abitanti della capitale sono stati svegliati dal sisma, avvertito con molta facilità: in molti si sono riversati in strada, temendo che potessero esserci danni strutturali agli edifici, come in effetti accaduto per il civico 88 sulla Circonvallazione Clodia.

Tante anche le chiamate ai vigili del Fuoco, nonché alla polizia municipale, e un tratto della tangenziale all’altezza di San Lorenzo in direzione San Giovanni è stato chiuso al traffico per consentire verifiche tecniche sul manto stradale.

Per alcune ore sono state bloccate anche via Flaminia, in quanto è stata riscontrata la caduta di alcuni cornicioni, via Gabrio Serbelloni in zona Tor Piganattara, dove tra due palazzi si è aperta una crepa che potrebbe comprometterne la stabilità.

Seguendo l’apposito protocollo l’Atac ha imposto la chiusura momentanea delle linee della metropolitana, ripristinate dopo alcune obbligatorie verifiche del caso.

Rilevanti anche i danni al patrimonio artistico, con due chiese facenti parte del centro storico di Roma che dopo i sopralluoghi dei vigili sono state dichiarate inagibili a scopo precauzionale: si tratta di San Francesco nel rione Monti e di Sant’Eustachio nell’omonima piazza, insieme a una terza fuori città, quella di San Barnaba di Marino, nei pressi dei Castelli romani.

Hanno invece fatto il giro del web le immagini della crepa e dei calcinacci caduti da una navata dalla Basilica di San Paolo, dove è stato segnalato anche il distacco di uno supporto dei grandi candelabri della chiesa; analoghe lesioni sono state riscontrate anche presso la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, dove si sono riaperte alcune vecchie crepe nella cupola.