Mentre i soccorritori lottano contro il tempo per estrarre i superstiti dalle macerie una nuova forte scossa di terremoto ha fatto tremare gli sfollati ad Arquata del Tronto.  La scossa è stata avvertita distintamente dalla popolazione intorno alle ore 14. La Protezione Civile parla di una magnitudo di 4.9 ancora da confermare, spiegando che si sarebbe trattato di una violenta scossa di assestamento.

Gli sfollati e i soccorritori che si trovano nel campo di primo soccorso allestito ad Arquata del Tronto spiegano che la terra ha sobbalzato per qualche secondo, seminando il panico tra la gente.  La violenza della scossa è stata poi confermata dal sismologo Alessandro Amato dalla sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Riguardo alla scossa di magnitudo 6 registrata nella notte Amato ha spiegato che è stata circa 2-3 volte inferiore, in termini di energia liberata, rispetto al sisma avvenuto a L’Aquila nel 2009. Il terremoto che devastò il capoluogo abruzzese aveva una magnitudo compresa tra 6.2 e 6.3 e causò più danni perché avvenne in una città di 70 mila abitanti. Il sisma di oggi ha colpito invece un territorio molto vasto, interessando tanti piccoli Comuni.

L’INGV ha diffuso un aggiornamento sullo sciame sismico registrato fino alle ore 12:

Alle 12 sono state localizzate circa 160 repliche: 59 gli eventi sismici localizzati di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0,  5 i terremoti localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 e uno di magnitudo maggiore di 5.0, quello avvenuto nella zona di Norcia (PG) con magnitudo 5.4 alle 04:33.

L’INGV ha indetto una conferenza stampa per le ore 16 nella sede di Via di Vigna Murata, 605 a Roma. Il capo della Protezione civile regionale delle Marche Cesare Spuri nel frattempo ha annunciato che verranno allestite due tendopoli  a Pescara e Arquata del Tronto per ospitare le decine di sfollati del terremoto, la prima con una trentina di tende, la seconda con 15-20 tende. I sismologi temono altre forti scosse nelle prossime ore e invitano i cittadini a non rientrare negli edifici inagibili per non rischiare la vita. Gli esperti ricordano che il terremoto in Emilia-Romagna causò molte vittime proprio tra coloro che erano rientrati nelle loro abitazioni pericolanti e furono colti impreparati dalla seconda violenta scossa.