Oggi l’Aula di Montecitorio ha ospitato seicento sindaci in rappresentanza di altrettanti Comuni presenti nelle zone colpite dai terremoti più recenti (in particolare Amatrice e Norcia, ma non solo ovviamente). Diversi primi cittadini hanno preso parola nel corso dell’incontro che si è tenuto alla presenza del Ministro dell’Interno Angelino Alfano e della Presidentessa della Camera Laura Boldrini.

Il sentimento generale espresso dai sindaci delle zone colpite dal terremoto è legato soprattutto al senso di abbandono che si avvertirebbe. L’ha spiegato bene Sergio Pirozzi, primo cittadino di Amatrice, paese in provincia di Rieti colpito dalle forti scosse che si verificarono nella notte del 24 agosto scorso. Pirozzi afferma: “Passano due mesi e io oggi ho un problema di viabilità, lo stesso di cui avevo parlato il 14 settembre. E quel problema ce l’ho tuttora perché non si capisce chi deve fare cosa e come lo deve fare. Ho la sensazione che forse qualcuno ci sta abbandonando“. Nonostante questo però, il sindaco di Amatrice non si vuole arrendere al fatto che le popolazioni colpite saranno abbandonate e aggiunge: “Sono sicuro che non sarà così, altrimenti questi borghi non torneranno a vivere. Noi non vogliamo essere solo un paese da cartolina un paese da vivere“. Pirozzi fa anche una sorta di promessa: tornerà ad indossare la fascia tricolore da sindaco con lo stemma di Amatrice soltanto quando avrà la certezza che nessuno ha abbandonato quelle terre del Centro Italia.

Le proposte su come affrontare la situazione di emergenza sono davvero tante: tra le altre, quello di portare “una boccata di ossigeno” grazie al sollievo dai mutui Cdp e Mef, alla restituzione delle rate già pagate del fondo di solidarietà comunale, al ristoro del mancato gettito di Tasi e Imu. Tutte eventuali proposte fatte da Marco Rinaldi, sindaco di Ussita (Comune in provincia di Macerata).

Particolarmente toccante anche il discorso di Nicola Alemanno, sindaco di Norcia, uno dei Comuni in provincia di Perugia più colpiti dagli ultimi episodi sismici. Il primo cittadino del paese umbro si è rivolto direttamente ad Alfano, che a Norcia era stato qualche tempo fa in occasione di un evento. Alemanno gli comunica che quello che aveva potuto ammirare di Norcia durante quell’occasione oggi non c’è più e aggiunge: “Abbiamo bisogno di risposte immediate chiediamo di poter agire, di poter fare. Abbiamo bisogno di ricostruire velocemente. Su quelle pietre c’è la nostra cultura la nostra identità. Abbiamo bisogno di ricostruire quei paesaggi come erano“.