“Sono salvo per miracolo perché mi ero appena svegliato per andare a lavoro. Faccio l’operatore ecologico, mi ero appena alzato dal letto quando in un attimo è crollato tutto. Dieci secondi sono bastati per distruggere ogni cosa” ha detto uno dei sopravvissuti, intervistato da Repubblica.it, che abitava in via Costanzo Angelini, nel centro storico di Amatrice, la più colpita dal sisma che ha devastato il centro Italia. “Mi ricordo la scossa dell’Aquila, durò più a lungo, qui in un attimo è successo di tutto” ha aggiunto, ancora sotto choc per ciò che è accaduto stanotte.

Terremoto, case crollate e almeno 14 morti

“E’ stato un incubo, ci siamo svegliati alle 3.35 con i mobili che cadevano per terra e i muri che si muovevano di un metro. Siamo riusciti a uscire dalle case in fretta e furia, alcuni sono ancora in mutande qui in strada. Abbiamo acceso un fuoco in piazza e siamo andati a tirare fuori gli anziani dalle abitazioni. Sto provando a contattare mia madre a Nommisci, una frazione qui vicino, ma il telefonino non funziona” ha riferito un testimone che si trova a Configno, a Repubblica.it.

Elisa, su Twitter, scrive che “dalle 3.36 non smette di piangere”: “Sono troppo spaventata, mi sono svegliata perché mio padre è entrato in camera mia gridando mentre mia madre urlava il mio nome. Sono stata tutta la notte per strada, avevo troppa paura di ritornare in casa”. “Le case vecchie sono tutte crollate, il corso principale è un disastro. Siamo usciti con il trattore per liberare le strade. Sono fuggito da casa seminudo. Ora stiamo cercando di dare una mano in paese”, queste le parole di un altro testimone.

Terremoto, la testimonianza alla Cnn

“E’ stato come se il letto fosse montato sui pattini - ha raccontato un turista alla Cnn – all’inizio ero molto confuso. Vengo dalla California e ho idea di cosa significhi un terremoto. I lampadari tremavano e a quel punto sapevamo di dover lasciare l’edificio il più in fretta possibile”. Mentre Facebook ha attivato un servizio che consente agli utenti di segnalare ai propri amici di essere in sicurezza, è stato istituito un centro di raccolta in piazza Mazzini, davanti al Liceo Classico Varrone, nella quale vengono portati beni di prima necessità: acqua, cibo e coperte che serviranno per far fronte a questa emergenza. Al momento non si registrano danni alla Basilica di San Francesco ad Assisi anche se c’è stato un “grande spavento tra i frati” come precisato su Twitter.