È stata confermata la nomina di Vasco Errani a nuovo Commissario straordinario per la ricostruzione nei territori che sono stati devastati dal terremoto dello scorso 24 agosto.

La decisione del governo non potrebbe essere meno tempestiva, dato che nelle ultime ore ad Amatrice è stata avvertita una nuova scossa di magnitudo 3.6.

La scelta è andata incontro ad alcune critiche del Movimento 5 Stelle in merito alla decisione presa: nel merito Luigi Di Maio ha accusato Renzi di aver scelto il politico per “ricucire il Pd” e ha poi argomentato sostenendo che Errani “è in politica dal 1983, è stato governatore dell’Emilia Romagna per ben 3 volte (nonostante la legge ponesse un limite di due mandati) ed è già stato commissario per il terremoto in Emilia nel 2012.

Palazzo Chigi ha spiegato quelle che sono le competenze dell’ex governatore grazie alle quali l’onerosa missione è caduta sulle sue spalle: “Vasco Errani ha alle spalle un’esperienza maturata quale commissario delegato per l’attuazione degli interventi sui territori emiliani colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012: un compito non facile che ha assolto con sensibilità, esperienza e grande correttezza”.

Inoltre è poi arrivata anche la disamina dei compiti che Errani andrà a svolgere nei territori martoriati dal sisma: “Il commissario opererà il coordinamento con le amministrazioni statali, in raccordo con i presidenti delle Regioni interessate dal sisma e con i Sindaci, nonché in stretto contatto con l’Autorità nazionale anticorruzione, per definire piani, programmi e risorse necessarie a ricostruire edifici pubblici e privati ed infrastrutture”.

Dal canto suo il diretto interessato, che sin da queste ore Errani si trova in viaggio nelle località colpite dal terremoto, in Lazio e nelle Marche, mentre domani si sposterà in Umbria a Abruzzo, ha subito affermato di non volersi intromettere nel balletto della politica, anche perché al momento le priorità sono ben altre: “Il primo impegno sarà trasparenza, regole e controlli, costruendo un sistema chiaro, leggibile e meno burocratico possibile. Farò un lavoro di squadra, non prenderò mai una decisione da solo. La dialettica tra minoranza Pd e maggioranza Pd non c’entra nulla. Io ora non sono un uomo del Pd, ma sono un uomo delle istituzioni. So cos’è un terremoto e chi conosce questi eventi sa che viene prima la credibilità di chi vive quel problema e quelli delle persone che hanno vissuto.”