Sono stati attimi di terrore a San Pietroburgo dove, all’interno della metropolitana, era stata posizionata una bomba nel giorno in cui Putin aveva programmato un incontro con il collega bielorusso Alexander Lukashenko. Il bilancio provvisorio è di 11 morti (secondo altre fonti sarebbero 14) e 45 feriti di cui 6 in gravi condizioni. Stando alle ultime informazioni, l’attentatore sarebbe un 22enne del Kazakhstan. La polizia locale, tra l’altro, dopo alcune ore, ha rinvenuto un secondo ordigno (un chilo di tritolo), mascherato da estintore, che era pronto ad esplodere e che avrebbe potuto causare ancora più vittime.

San Pietroburgo, nessuna rivendicazione

Secondo il portale di San Pietroburgo Fontanka, l’attentatore sarebbe Maxim Arishev, originario del Kazakhstan: si tratterebbe dell’unico responsabile dell’attacco al cuore di San Pietroburgo. Intanto Putin ha espresso le condoglianze alle famiglie delle vittime assicurando che verrà fatta giustizia e che i responsabili verranno subito individuati. Poi è andato sul luogo dell’attentato per deporre un mazzo di fiori.

La matrice dell’attentato potrebbe essere islamica o nazionalista. L’ipotesi più accreditata è quella di un attentato dell’Isis anche se, al momento, non si registra alcuna rivendicazione. Secondo un esperto di sicurezza, inoltre, “le autorità potrebbero voler sfruttare l’attentato per sopprimere ogni tentativo di manifestazione riducendo al silenzio i dissidenti”.

San Pietroburgo, nessun italiano coinvolto

Solidarietà è stata espressa dal premier Paolo Gentiloni e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nessuna segnalazione di italiani coinvolti nell’attacco terroristico a San Pietroburgo.