Le indagini sul terrorismo si sono intensificate dopo i terribili attentati di Parigi anche in Italia. A Bari è stata condotta un’operazione che ha portato all’arresto di un presunto terrorista, l’iracheno Majid Muhamad, che aveva anche contatti a Parma.

L’uomo avrebbe fatto proseliti per la causa del terrorismo islamico. Come punto di ritrovo della comunità islamica più estremista utilizzava la sua kebabberia, situata in via Davanzati, nel quartiere centrale di Murat, a Bari. A incastrare l’uomo e a far scattare l’arresto da parte della Digos ci sarebbero anche alcune intercettazioni.

In una telefonata dello scorso 12 marzo Majid Muhamad ha un’accesa lite con la moglie, che al momento vive in Iraq. Lei lo rimprovera a causa dei “suoi comportamenti pregressi e attuali” e l’uomo ribatte gridando: “Questa è la mia causa..”.

Dopo di ché l’uomo parla di quella che sarebbe la sua “causa” e che potrebbe essere legata al terrorismo: “Sono stato in carcere per 12 anni. Io non ho messo nessuna bomba, non ho ucciso nessuno, non ho fatto niente. Ho parlato al cellulare con quattro persone senza cervello che dicono che il gruppo non conosce Dio, che sono infedeli. Questi sono gli infedeli che tu dici. Fino ad ora non mi hanno detto nulla di male. Capito? E fino ad ora non mi hanno dato nessuno schiaffo. Fino ad ora non hanno mangiato i miei soldi. Questi sono quelli che tu chiami infedeli. Se qualcuno sente al cellulare e traduce, poi rientro in carcere per altri dieci anni. Cento volte ti ho detto che questa è la mia causa”.

Majid Muhamad in passato era già stato condannato in via definitiva dalla Corte di Assise di Milano per terrorismo internazionale e aveva scontato 10 anni in carcere. L’uomo è stato ora arrestato con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e per aver dato supporto logistico ad alcuni “foreign fighters”, ma si cercano altri suoi possibili legami con il terrorismo islamico. Tra i nomi presenti nell’agenda in cui teneva i suoi contatti c’è anche quello di Bassam Ayachi, un ex imam considerato un punto di riferimento a Molenbeek-Saint-Jean, il comune belga in cui vivevano alcuni dei terroristi responsabili degli attacchi di Parigi.

Tra le sue amicizie vi sarebbe poi pure quella con Abu Omar, l’ex imam di Milano considerato a capo del cosiddetto “gruppo di Parma” e condannato a 6 anni di carcere per terrorismo internazionale.

Il questore di Bari Antonio De Iesu al riguardo ha dichiarato: “Il perimetro di questa operazione è il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, non ci sono al momento elementi che ci portino a pensare che stessero pianificando un’azione terroristica a Bari, sul territorio nazionale o a livello internazionale”, però “le indagini sono ancora in corso”.