Nella giornata di ieri un’operazione contro il terrorismo in provincia di Napoli ha portato all’arresto di un venditore abusivo di fuochi d’artificio, con l’accusa di detenzione di materiale esplodente, istigazione a delinquere e apologia di terrorismo.

L’uomo, Diego Oddati Menna, è stato fermato nei pressi di San Gennaro Vesuviano dai carabinieri della caserma di Castello di Cisterna: in suo possesso è stato trovato un piccolo arsenale composto da 46 micce allacciate ad alcuni inneschi, 2 strumenti elettronici atti ad azionare esplosivi a distanza, un telecomando per l’attivazione, 3 mortai artigianali, 3 bossoli di artiglieria da 50 cm, e una centralina pirotecnica. Tutto materiale legato all’attività di accensione di fuochi pirotecnici, più che alla costruzione di ordigni esplosivi.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha reso pubblica la notizia, si è congratulato “l’ottimo lavoro dei Carabinieri di contrasto al terrorismo”.

A far scattare le indagini la presenza di un video sul profilo Facebook dell’uomo in cui si mostrava la decapitazione di un prigioniero dell’Isis, e che per giunta era corredato da alcune fresi a sostegno della camorra.

L’uomo, che oggi comparirà davanti al gip di Nola, viene infatti considerato un simpatizzante sia dello Stato Islamico che dei boss della criminalità organizzata locale quali Matteo Messina Denaro.

Difficile dire al momento se Menna sia legato in qualche modo a una cellula terroristica o se si tratti solo di un mitomane potenzialmente pericoloso.