Agenti della polizia di Sassari hanno arrestato un uomo di origini pachistane all’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino, con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo.

Il sospettato è stato fermato dai membri delle forze dell’ordine come misura cautelare a causa del grave pericolo rappresentato per la sicurezza del Paese. Arrivato nella capitale con un volo proveniente da Doha, Qatar, l’uomo potrebbe aver fatto parte del gruppo terroristico che nell’ottobre del 2009 si rese responsabile dell’attentato di Peshawar, durante il quale rimasero uccise più di cento persone.

A parte il ruolo esecutivo nell’organizzazione dell’attacco all’uomo viene contestata la frequentazione di due kamikaze che, ospitati prima a Roma e quindi a Ostia, sarebbero stati incaricati di compiere un attentato in territorio italiano, poi sfumati per l’estremo controllo esercitato dalla polizia: tra gli obiettivi della cellula potrebbe esserci anche il Vaticano.

L’arresto, realizzato grazie alla collaborazione della Digos di Sassari con quella di Roma e la polizia di frontiera di Fiumicino, rientra nell’ambito dell’operazione antiterrorismo venuta alla luce lo scorso 24 aprile, quando vennero eseguite 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere all’indirizzo di cittadini afghani e pakistani membri di un’organizzazione criminale internazionale ispirata ad Al Qaeda.

Secondo alcune fonti il nome dell’uomo arrestato a Fiumicino sarebbe Siyar Khan, il quale avrebbe gestito un giro di immigrazione clandestina con i cui proventi sarebbero state finanziate le attività del gruppo terroristico di cui farebbe parte.

Attivo nel centro-nord Italia, il gruppo avrebbe avuto ramificazioni importanti nelle comunità afghane e pachistane, e si sarebbe basato anche sullo sfruttamento dell’elemosina delle moschee, la cosiddetta zakat.