La lotta al terrorismo dei combattenti del nuovo Stato Islamico avrebbe fatto segnare la cattura del tunisino Moez Fezzani, conosciuto anche come Abu Nassim, classe 1969. Una notizia che interessa piuttosto da vicino il nostro Paese, dato che l’uomo era considerato il presunto reclutatore dell’Isis in Italia. Arrestato e rimasto in carcere per due anni in Italia, Abu Nassim è stato poi assolto nel 2012 e ha ricevuto un provvedimento di espulsione. Nel 2014 condanna in appello a cinque anni e otto mesi di reclusione che però non sono mai stati scontati dato che l’uomo sarebbe risultato latitante.

Abu Nassim sarebbe stato accusato di aver reclutato uomini da inviare nei Paesi in guerra (la sua base era a Milano) e adesso, da quanto si apprende, sarebbe stato arrestato in Sudan grazie ad un mandato di cattura internazionale. Questa volta pare che la notizia possa avere un qualche fondo di verità, dato che alcuni mesi fa se n’era già sparsa una simile poi rivelatasi del tutto falsa.

Secondo quanto avrebbe lui stesso confessato nel corso di un interrogatorio subito anni fa in Italia, Abu Nassum avrebbe vissuto in città italiane quali Milano, Napoli, Bolzano e nella regione Valle d’Aosta. Il giudice per le indagini preliminari Guido Salvini l’aveva definito come una figura da manuale del terrorismo islamico, dato che nella sua storia avrebbe tracciato tutti i passaggi tipici che molti immigrati compirebbero, dall’arrivo in Italia alla radicalizzazione e poi allo sconfinamento nella piccola criminalità. L’uomo, secondo quanto formulato dai giudici milanesi, avrebbe fatto parte di un’articolata rete presente in Italia, nota come Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento e correlata con altre simili in tutto il mondo.

Abu Nassim sarebbe stato espulso dalla Tunisia nel 2012, successivamente localizzato in Libia per poi passare alla Siria nel 2013 e di nuovo in Libia l’anno successivo, per reclutare aspiranti combattenti Isis. La Tunisia, a quanto pare, era sulle sue tracce perché lo considerava uno degli organizzatori degli attentati al museo del Bardo e all’Hotel Imperial di Sousse.