Il Corinthia Hotel di Tripoli, la struttura più lussuosa della capitale della Libia, verso le 9 del mattino è stato colpito da un attacco terroristico che ha provocato almeno 6 morti.

Tra i due e i cinque terroristi mascherati e vestiti con dei giubbini antiproiettile avrebbero preso degli ostaggi e si sarebbero asserragliati nell’edificio dopo aver fatto esplodere un’autobomba.

Nell’esplosione e nello scontro a fuoco sarebbero morte tre guardie della sicurezza dell’hotel e tre ospiti stranieri, mentre donne filippine sarebbero rimaste ferite: questo il bilancio dell’attentato che è stato rivendicato dai membri di un gruppo affiliato all’Isis, conosciuto come il Califfatto di Derna.

È infatti stato diffuso un tweet nel quale si afferma che l’attacco avrebbe avuto come obiettivo diplomatici esteri, clienti abituali dell’hotel. La stessa emittente televisiva al-Nabaa ha confermato che alcuni funzionari del governo si sarebbero trovati sul luogo al momento dello scontro.

Al momento l’albergo è stato circondato dalle forze di sicurezza di Tripoli, che stanno sostenendo scontri a fuoco. Fonti anonime, probabilmente facenti parte dello staff dell’hotel, hanno affermato che gli spari proverrebbero anche dalle zone intorno la struttura. Secondo l’ufficiale Essam Naas, uno degli attentatori sarebbe stato catturato.

Alcuni analisti stranieri ed esperti locali sostengono che l’attacco sarebbe un atto di vendetta per la morte di Abu Anas al-Libi, un membro di al Qaeda accusato di essere coinvolto negli attentati alle ambasciate americane in Africa, che recentemente era stato catturato dalle truppe statunitensi proprio in Libia e che è morto questo mese.

La Libia dalla morte di Gheddafi nel 2011 è ormai sull’orlo della guerra civile, con scontri continui tra bande rivali per il predominio sul governo centrale.

Foto: Infophoto