Sono accusati di propaganda dell’ideologia jihadista i quattro cittadini kosovari arrestati dalla Polizia italiana nel corso di un blitz. L’operazione antiterrorismo, eseguita nelle scorse ore dalla Polizia italiana in collaborazione con le autorità del Kosovo, è arrivata al culmine di un’indagine coordinata dalla Digos di Brescia e dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, specializzata nella lotta al terrorismo. Nell’ambito dell’operazione, ribattezzata Van Damme, gli agenti hanno perquisito diverse abitazioni in Kosovo e in alcune città italiane.

I quattro simpatizzanti dell’ISIS finiti in manette sono accusati di apologia di terrorismo e dovranno rispondere anche di istigazione all’odio razziale per via delle loro attività sospette sul web. Il gruppo, infatti, cercava di costituire una cellula terroristica, utilizzando i social network per diffondere documenti e video che inneggiavano alla jihad, la guerra “santa” portata avanti dai militanti dell’autoproclamato Stato Islamico in Siria, in Iraq, in Libia con l’obiettivo di estenderla a tutto il mondo occidentale. I quattro kosovari sono stati trovati in possesso di foto dei jihadisti e di foto in cui posavano in tenuta da guerra. I quattro hanno inoltre diffuso sul web slogan dei terroristi dell’ISIS.

Il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti ha disposto misure di sorveglianza speciale per terrorismo per uno dei membri del gruppo. È la prima volta che le autorità italiane ricorrono a un provvedimento simile. La decisione è nata dalla pericolosità riconosciuta al soggetto. Secondo gli inquirenti:

Sono stati riscontrati pericolosi indicatori di fanatismo religioso estremistico a carico dei componenti del gruppo criminale, i quali sul web si mostravano con armi e atteggiamenti caratterizzanti i combattenti del sedicente Stato Islamico.

L’allerta terrorismo in Italia rimane alta dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi e le recenti minacce dell’ISIS a Roma e allo Stato Vaticano. Le unità antiterrorismo sono impegnate a scovare soprattutto i lupi solitari, simpatizzanti dell’ISIS residenti in Italia che si lasciano irretire dalla propaganda jihadista e riescono ad aggirare più facilmente i controlli rispetto ai gruppi terroristici organizzati.