Il terribile attentato di Istanbul nel quale sono morte almeno 40 persone hanno messo in allarme tutte le analoghe strutture aeroportuali d’Italia, e in particolar modo a Milano e Roma.

Nelle due maggiori città del nostro Paese, infatti, sono in stato di attivazione nuove misure di sicurezze atte a garantire maggiore protezione ai cittadini contro il pericolo del terrorismo: i controlli non riguardano solo gli aeroporti, ma anche sedi istituzionali, stazioni ferroviarie, luoghi di culto o di assembramento di grandi masse, come per esempio i maxischermo nelle piazze in cui i tifosi si ritrovano per guardare le partite di Euro 2016.

L’esempio di Milano e Roma dovrebbe poi essere seguito dalle altre città, ovviamente con le forze e gli uomini a disposizione. A firmare l’ordinanza che prevede “servizi di prevenzione a carattere generale” e il rafforzamento di “dispositivi di vigilanza e controllo del territorio” sono stati fermati dai questori delle due “capitali” d’Italia.

Più che di un nuovo o maggiore dispiegamento di forze si tende però a una maggiore sensibilizzazione delle forze di polizia, anche perché le misure di sicurezza prese dopo gli attacchi di Parigi vengono considerate ancora valida da chi di dovere: si estendono così i luoghi pubblici considerati obiettivi sensibili, con l’inclusione di luoghi di ritrovo quali cinema, parchi, musei, centri commerciali, impianti sportivi.

Tra le richieste inoltrate agli agenti delle forze dell’ordine c’è quella di una “assidua vigilanza nei confronti di persone che, per i loro comportamenti anomali e sospetti, nonché per i loro precedenti, potrebbero attuare azioni criminose” e la predisposizione di “periodiche e frequenti ispezioni e bonifiche lungo i perimetri” delle zone considerate potenzialmente a rischio.