In giornate come questa in cui l’allarme terrorismo resta alto ogni minima notizia a riguardo rischia da diventare sintomo di un possibile attacco. All’aeroporto di Orio al Serio, Bergamo, sono stati fermati oggi due cittadini siriani che si stavano imbarcando per un volo diretto verso Malta.

La coppia, formata da un ragazzo di 19 anni e un uomo di 30, è stata fermata dagli agenti deputati alla sicurezza dell’aeroporto dopo il controllo dei documenti. I passaporti dei due, battenti bandiera norvegese e austriaca e poi risultati falsificati, hanno destato qualche sospetto quando è stato verificato che entrambi parlavano esclusivamente arabo.

La polizia di frontiera ha quindi provveduto a controllare i telefoni cellulari dei siriani, sui quali erano salvate numerose fotografie attribuibili ai guerriglieri dell’Isis (stando all’abbigliamento degli uomini ritratti) e una in cui il supposto norvegese, il più giovane tra i due, era in posa in divisa da guerra con un mitragliatore in mano.

Entrambi si sono giustificati affermando che le immagini costituivano un ricordo del fratello morto e che quello ritratto sarebbe stato un cugino del ragazzo. Questi ha dichiarato di aver vissuto la maggior parte della sua vita in Grecia, dove sarebbe un calciatore.

Portati via e posti in stato d’arresto, la coppia di siriani, che hanno affermato di essersi conosciuti in Turchia, è stata processata per direttissima per possesso di documenti falsi. Tutto il materiale è stato sequestrato dalla Digos che sta conducendo le opportune indagini per verificare se i due possano essere stati coinvolti in operazioni terroristiche di qualche tipo.

Per la lettura della sentenza si dovrà attendere il 26 novembre. Normalmente in questi casi la coppia verrebbe rimessa in liberà in attesa della decisione dei giudici, ma in questo caso si è provveduto all’incarcerazione preventiva secondo le norme stabilità dalle nuovi leggi entrate in vigore dallo scorso aprile.

A Milano e provincia sono entrate in vigore misure di sicurezza rigorosissime dopo gli attentati di Parigi e le susseguenti minacce rivolta all’Italia.